Una settimana dai fili sottili, Proietti e la sua maggioranza lunedì in “conclave”: i rompicapi da risolvere e la quadra da trovare
Dopo la tavolata di Bruxelles, con tanto di calaci e volti illuminati, la presidente Stefania Proietti è tornata alle scartoffie di palazzo Donini. Ha avvertito il bisogno di chiarire che non ha tessere di partito, non appartiene a nessuna forza politica ed è sostanzialmente una indipendente civica. Non vuole andare in Parlamento e che i cittadini umbri sono la sua unica appartenenza. L’ex premier Conte lo sente di rado, da tempo non ci parla e chi afferma il contrario è un “destabilizzatore”. Qualche mese fa, stesso destino è toccato alla sindaca di Perugia: anche lei civica, senza un passato nelle istituzioni, alla quale i partiti non fanno venire la nausea, data per prossima candidata in Parlamento. Ferdinandi risparmiò ai perugini un soliloquio e senza mezzi termini disse che avrebbe portato a compimento, con serietà e responsabilità, il mandato. Proietti, pur con qualche nitidezza in meno, ha voluto dissipare dubbi e voci e tornare al lavoro per rimettere mano ad alcuni dossier importanti. La prossima settimana ci sarà da mettere insieme la maggioranza su due-tre questioni di rilievo che bussano alla porta di palazzo Donini: la legge sul fine vita, il nuovo Piano socio-sanitario e l’emergenza costo gasolio per le aziende agricole. Per lunedì, infatti, è prevista l’ennesima riunione di maggioranza con diversi rompicapi da risolvere. A oltre un anno dal deposito in Umbria della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito” in materia di “suicidio assistito, sostenuta da 4.801 firme di cittadini, il testo non è ancora arrivato alla discussione dell’Assemblea legislativa, nonostante una disposizione di legge che impone la calendarizzazione entro sei mesi. Si è, quindi, arrivati al dunque: i consiglieri possono votare a favore o contro ma non possono impedire che la discussione venga fatta. Voci di corridoio annunciano un clima abbastanza teso e divisioni all’interno della stessa maggioranza. Non semplici incomprensioni ma punti di vista e pareri molto divergenti. Una situazione politicamente complicata, che impone al capofila della coalizione di governo di trovare una sintesi capace di orientare la squadra e garantire l’unità della maggioranza. Altrimenti il rischio è proprio quello di indebolire il fronte e minare la stessa stabilità. L’altro nodo da sciogliere è il nuovo Piano sociosanitario che sarebbe pronto da mesi, fermo al Broletto, apparecchiato per essere adottato, ma ancora non molto per andare in Giunta. A rompere l’incantesimo è comparso all’improvviso un documento approvato all’unanimità dall’Assemblea regionale del Partito Democratico dell’Umbria, partito che quasi da solo fa maggioranza in Consiglio Regionale (9 consiglieri su 13, compresa la presidente). In parole povere, il documento sollecita “una nuova stagione della sanità umbra che non si sostanzi in una semplice riorganizzazione amministrativa o di singoli interventi in grado di tappare qualche buca del sistema, ma nemmeno una grande riforma può essere realizzata senza risorse adeguate”. In sostanza, come pretendere “la botte piena e la moglie ubriaca”. Avere però il vitello nella stalla e il latte in latteria può essere una ambizione anche legittima ma è come sognare “un castello in aria”. Da Roma, per di più, non arrivano buone notizie: il Documento programmatico di Bilancio del Governo inviato a Bruxelles prevede per la Sanità uno stanziamento aggiuntivo, per il 2027, di 2,4 miliardi, a cui andrà sommato un miliardo già previsto che farà salire l’aumento a 3,4 miliardi. Un piatto, se dovesse essere confermato, ben più magro delle richieste avanzate dalle Regioni che chiedono 18 miliardi in più. Se il buon giorno si vede dal mattino non c’è da stare allegri: per la sanità si va verso l’ennesima beffa. Anche in questo caso la maestria della “comandante” sarà determinante per tenere insieme maggioranza e territori. L’agenda della presidente Proietti dovrà poi trovare spazio anche per altre cose urgenti: l’allarme lanciato dagli agricoltori umbri sul caro carburanti, la richiesta dei sindacati e delle associazioni di categoria di rivedere la manovra fiscale, l’invito degli industriali a fare scelte chiare per rilanciare la produzione e così via. Per Proietti e la sua maggioranza si prospettano settimane piene di cose da fare, con molta carne al fuoco contemporaneamente e nodi da sciogliere. Situazioni da sbloccare senza alzare calici e, probabilmente, senza volti illuminati.

