LA POLITICA E LA RICERCA DEL CAPO

di Pierluigi Castellani

L’aspetto più pericoloso della nuova legge elettorale approvata dalla maggioranza di centrodestra è sicuramente l’indicazione del premier da parte delle coalizioni , che si presentano alle elezioni per il rinnovo del parlamento. Perché, pur avendo ipocriticamente  aggiunto” fatte salve le competenze  del Capo dello Stato”, si provi ad immaginare  quanto avverrebbe se il Presidente della Repubblica, in forza dell’art.92 della Costituzione nominasse, per ragioni di interesse nazionale,  Presidente del Consiglio dei Ministri altra persona rispetto a quella indicata dalla coalizione vincente. Si griderebbe al tradimento  del responso elettorale e si  proverebbe a mettere  in stato di accusa il Capo dello Stato come del resto  fece, al tempo del Conte 1 , per la nomina di un ministro un impareggiabile Luigi Di Maio ,allora in modo transeunte capo dei 5Stelle. E’ qui il nodo principale dello “stabilicum”, perché con una legge ordinaria si vorrebbe trasformare  la nostra Repubblica da repubblica parlamentare in repubblica presidenziale. Tutto questo evidenzia come la politica di oggi, in modo subdolo e strisciante, sia sempre alla ricerca del Capo. Non a caso uno dei costituzionalisti più attenti alle sorti della nostra democrazia come Michele Ainis già nel 2024 abbia intitolato un suo libro,  pubblicato da Feltrinelli , “Capocrazia”. Oramai  anche nella pubblicistica si parla di capocrazia per indicare come le nostre democrazie  siano , nemmeno tanto inconsapevolmente, attratte dal  trasformarsi in autocrazie. Del resto è il pericolo , cui stiamo assistendo, anche per la democrazia americana, con l’espansione dei  poteri presidenziali di Donald Trump e in cui potrebbero incorrere alcune democrazie europee se con le prossime elezioni finissero in mano alla destra estrema. Naturalmente ci sono altri aspetti di dubbia costituzionalità della nuova legge elettorale, ma di questo verrà investita la Corte Costituzionale con la presentazione dei ricorsi già annunciati. Ma qui è l’aspetto politico ,che preoccupa anziché quello giuridico è cioè che si rischia senza modifiche costituzionali trasformare la nostra repubblica da parlamentare in presidenziale con le conseguenze a cui si è già accennato. I nostri costituenti saggiamente hanno messo al centro della  nostra democrazia il Parlamento, perché è proprio il Parlamento, come  anche storicamente può essere accertato, il presidio delle libertà e  del rispetto dei diritti umani.