“Costruire un mondo migliore”: si è chiusa a Perugia l’Assemblea nazionale delle “Città per la pace”

“Siamo una città che accoglie. Dobbiamo aprirci perché il mondo è fuori da noi stessi. La nostra prospettiva è che prima delle prossime elezioni facciamo partire dal basso una grande proposta per impegnare il futuro governo nazionale e quello europeo a costruire, pezzo dopo pezzo, come sostenuto in questi giorni a Perugia, un mondo migliore che guardi ai bisogni delle persone, nessuna esclusa. Se faremo questo, avremo reso un buon servizio e avremo fatto di questo nostro cantiere un’opera quotidiana capace di propagarsi come un’onda”. Con queste parole il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, rivestendo anche il ruolo di presidente del Coordinamento degli enti nazionali per la pace e i diritti, ha chiuso questa mattina nella Sala dei Notari, l’Assemblea nazionale delle città per la pace, che ha coinciso anche con le celebrazioni per il 40esimo anniversario della nascita dello stesso coordinamento. La mattinata è stata occupata dall’Assemblea grande del Giro d’Italia per la pace, l’iniziativa che sta attraversando il Paese per ricostruire, dal basso, una coscienza, una cultura e una politica di pace. Decine di delegati provenienti da ogni regione che sono intervenuti per testimoniare l’impegno del proprio ente e per lanciare nuove idee progettuali. “La costruzione della pace comincia dalle città, ovvero dai luoghi dove le persone cercano ogni giorno di vivere e di realizzare i propri sogni”. E’ questo il pensiero condiviso da tutti i presenti, espresso e esplicitato nel documento finale scaturito dalla due giorni di Perugia. Le città per la pace torneranno ad incontrarsi in Umbria tra un anno esatto, quando avrà luogo la prossima Marcia PerugiAssisi.