Più di 100 sindaci da tutta Italia a Perugia per l’Assemblea delle “Città per la pace”

Amministratori da tutta Italia e numerosi studenti oggi e domani a Perugia per l’Assemblea nazionale delle Città per la pace. L’apertura, alla sala dei Notari di palazzo dei Priori, nel giorno del 40esimo anniversario della fondazione del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, con l’incontro sul tema Costruiamo una città disarmata e disarmante. “Quaranta anni fa eravamo in piena guerra fredda, oggi rischiamo la terza guerra mondiale ed è il momento in cui ciascuno faccia i conti con le proprie  responsabilità” ha detto all’Ansa Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiaAssisi, che ha coordinato i lavori. Tra gli interventi, anche quello di Massimiliano Presciutti, presidente del coordinamento degli Enti locali per la pace e della Provincia di Perugia.”Sono passati 40 anni ma restano gli stessi problemi – ha sottolineato Presciutti – l’impegno quindi deve essere rilanciato e riproposto  con maggior vigore, perché dalle città può nascere una cultura che può e deve crescere”. Presciutti ha quindi invitato a dare fiducia ai giovani. “Vanno solo ascoltati – ha detto – sanno bene cosa fare, lo fanno tutti i giorni, sono il presente che costruisce il futuro, diamogli spazio per un mondo migliore”. Tra gli interventi che hanno aperto la due giorni, quelli della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e dei sindaci di Bastia Umbra e Assisi. “La pace dovrebbe essere un impegno governativo” ha detto Ferdinandi parlando del tema dello stanziamento delle risorse per la difesa nel 2027 e 2028.”La direzione che stiamo prendendo – ha aggiunto la sindaca di Perugia – è solo quella della logica delle armi, che è una spirale. Come enti se vogliamo parlare di costruzione di politiche sociali dobbiamo prima di tutto richiedere con forza che vengano destinate la metà di quei 14 miliardi agli enti comunali per il welfare e povertà educativa”. Per Ferdinandi “non esiste pace se non ci interroghiamo su quale concetto di sicurezza vogliamo rimettere al centro delle nostre politiche di pace”.