Leonardo Cenci, l’ultimo saluto all’eroe che ha rubato tempo al cancro

PERUGIA – Ognuno ha il suo ricordo di Leonardo Cenci, ognuno porterà nel cuore qualcosa, un po’ di quella carica emotiva, energica e di allegria che era il runner perugino, morto dopo sei anni vissuti a mille nella lotta contro il cancro. Ognuno delle migliaia di persone che si sono succedute tra la Camera ardente è il funerale avevano qualcosa di Cenci.

Autorità e istituzioni, amici, atleti, una regione in Duomo. Tutti con gli occhi lucidi per l’ultimo saluto. In primis l’amico di sempre, Mauro Casciari. In prima fila anche il Perugia Calcio. Il sindaco Andrea Romizi, la presidente della Regione Catiuscia Marini, il prefetto Claudio Sgaraglia è il questore. gli assessori comunali di Perugia Edi Cicchi, Massimo Perari e Cristiana Casaioli, Padre Enzo Fortunato, i consiglieri regionali Casciari, Rometti, Squarta e Leonelli, il presidente della Quintana Domenico Metelli, il senatore Franco Zaffini, il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti.
A celebrare monsignor Paolo Giulietti.
“Grazie a Dio per la vita di Leo. Abbracciamo gli amici della comunità cristiana, che hanno reso ricca la nostra vita”, ha letto la famiglia.
“Ho terminato la mia corsa, ora mi resta solo fede e la corona che mi consegnerà il Signore”, è stata la lettura di San Paolo..
“Nella vicenda di Leo c’è un messaggio la cui significatività la parola di Dio ci rivela – ha detto Giulietti – Papa Francesco ha parlato della possibilità che è data ai credenti di abbracciare la vita ma per quello che realmente è. Della vita fa parte anche la malattia. Questa malattia l’aveva abbracciata e l’ha resa un’occasione per dire qualche cosa di importante sulla vita. Ha preso sulle sue spalle l’insegnamento del Vangelo. Se non avesse fronteggiato con questa sapienza la sua condizione, forse oggi la cattedrale non sarebbe così piena”.
“Tutti facciamo i conti con la nostra vita, che non è mai come la vorremmo. Leo ha avuto l’abilità di non abbattersi e il messaggio che Leo ha lasciato alla città”. E ancora:  “Tanti riescono ad abbracciare la vita per quello che è, con la vita che abbraccia il limite e ne fa una occasione di pienezza è un messaggio”.
“Il saluto a Leonardo è dovuto – ha detto Romizi prendendo la parola emozionato – aveva un’alta considerazione delle Istituzioni. Era orgoglioso di essere diventato cavaliere del lavoro. L’onorificenza più grande e la vostra commozione. Le onorificenze le ha meritate tutte, compreso il nostro affetto. Il suo sorriso rendeva piccola ogni nostra preoccupazione”.
“Ci adopereremo tutti – ha detto Romizi – anche nel senso di dedicare a lui qualche luogo di Perugia. Tanti sono gli amici che Leo ha e che gli sono stati vicino. A loro la nostra profonda gratitudine. Un pensiero anche a Orietta e Sergio, due giganti”. E conclude con la lettura dell’ultimo messaggio di Leo, sul suo libro. Buona strada, amico mio”.
La presidente Marini ha salutato la famiglia: “ci ha trasmesso i sentimenti e i legami che ci caratterizzano. Queste stesse parole le rivolgo anche alla famiglia di Avanti tutta.
Grande rispetto delle Istituzioni, con l’onorificenza di Mattarella, che gli ha conferito. Leo era molto rispettoso. Leonardo non si è detto mai malato. Leonardo era solidarietà. A Leo dobbiamo dire solo grazie, grazie per quello che lasci”.
“Leo non ha sconfitto il cancro, ma ha sconfitto la paura”, ha detto la dottoressa che lo ha seguito.
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