mercoledì 29 marzo 2017 - aggiornato alle ore 15:24        

L’opinione

I feroci episodi di Alatri e di Vercelli riportano in scena l’immagine di una società che si sta abituando alla violenza e al terrore di subirla.

PALAZZO_CESARONI

Due colpevoli….,dieci…venti….cento, due paesi in blocco processati per indifferenza e addirittura omertà. L’omicidio del branco ad Alatri (ucciso il ventenne Emanuele) e l’accoltellamento della signora di Vercelli (colpita Dal furore dell’ex marito) ci hanno ribattuto in faccia la ferocia della realtà sociale che sempre più caratterizza i nostri tempi.

Il terrorismo sempre più continua a toglierci il piacere della normale quotidianità. E intanto Roma è un blocco blindato e chiuso.

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Rimbalzano le solite domande che, in Europa e nel mondo occidentale, ci facciamo all’indomani dell’ennesimo attentato terroristico: come possiamo pre-difenderci dagli assalti (di gruppo o individuali) che vengono da chi considera la religione un buon motivo per uccidere e diffondere la paura?

I magistrati che entrano in politica. E talora, ne escono. Per l’ennesima volta il Parlamento tenta di affrontare questo delicatissimo tema.

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E’ un argomento che ogni ricorre fra le pieghe della politica italiana: quanto può essere esteso il Diritto dei magistrati di entrare in politica?

Oggi è giacente in Parlamento un Disegno di legge degli ex magistrati Casson (di Sinistra) Nitto Palma (Centrodestra): mira a delimitare la libera entrata nell’agone della politica e la disinvolta uscita di operatori della Giustizia.

Sono giusti e utili i divieti di libera parola opposti dai vandali napoletani e da alcuni governi europei? I validi esempi del Ministro Minniti e della Francia.

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E’ giusto impedire la libera manifestazione del pensiero? I brutti episodi di Napoli (mezza città a fuoco e fiamme per opporsi al comizio di Matteo Salvini) e i non esaltanti veti che alcuni Governi europei hanno imposto ai ministri del turco Erdogan, suscitano riflessioni che vanno al di là del’immediato ‘‘N0, tu no’’.

Cresce l’allarme dei sondaggisti: almeno il 50% degli italiani starebbe convincendosi che la Politica e il Paese reale sono entità distinte e distanti.

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Cerchiamo di non cadere nel tranello del pressapochismo facilone. Però il continuo e inesauribile affastellarsi di notizie che coinvolgono, e talora travolgono, i personaggi della politica, impone un inquietante interrogativo: è la Politica che si allontana volutamente dalla gente, costituendo una specie di isolotto a se stante?

Che bella pensata! Milioni di mamme messe in crisi dallo sciopero dei mezzi pubblici proprio nel giorno in cui si esalta la Festa delle donne.

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E’ vero che gli scioperi si organizzano per ‘’toccare’’ una delle parti in contesa sindacale, però è innegabile che chi li organizza dovrebbe seguire criteri di intelligente opportunità specie quando le astensioni dal lavoro colpiscono l’interra collettività. Questo odierno sciopero generale (treni, aerei, bus.

La terribile accusa pubblica di Velardi: ‘’Dopo il Referendum è scattata in Italia una vasta operazione per l’omicidio politico di Matteo Renzi’’.

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E’ durissima l’’accusa esplicita che il giornalista Claudio Velardi (anni fa protagonista nel team di Massimo D’Alema) ha lanciato stamani dai microfoni della 7: ‘’Dopo il Referendum del 4 dicembre si è deciso, su parecchi fronti del panorama italiano, l’omicidio politico di Matteo Renzi.

L’improvviso ‘’ruggito del topo’’. Il mite (almeno televisivamente) Andrea Orlando di colpo si candida alla Segreteria del Pd e tira fuori inattese unghie dialettiche.

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Adesso anche l’Orlando (Andrea) è diventato…. furioso. L’ex Pci, da qualche anno Ministro della Giustizia, da ieri ha rinunciato al linguaggio pacato, quasi prodiano, che ha caratterizzato le sue pubbliche sortite. Subito dopo aver annunciato la candidatura per la Segreteria del Pd ha tirato fuori dal cassetto il frasario dei…combattenti in politica, distribuendo aggettivi, tutt’altro che affettuosi, sia a Matteo Renzi, sia a Michele Emiliano che, assieme a lui, corrono per la Segreteria piddina.