Regione, caos a Palazzo Cesaroni. Il M5S protesta, la maggioranza: eversivi. Solinas prende le distanze

PERUGIA – La tensione politica nazionale si riverbera anche a Palazzo Cesaroni, con alta tensione tra M5S e maggioranza durante la discussione della sessione europea dell’Assemblea legislativa. Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari hanno subito protestato esponendo cartelli con scritto #ilmiovotoconta urlando contro i banchi della maggioranza.

Dalla maggioranza la presidente della Regione Catiuscia Marini ha risposto con “viva il presidente” e il vicepresidente dell’Assemblea, Marco Vinicio Guasticchi, ha esposto una foto di Mattarella fino alla sospensione dell’Aula da parte della presidente Donatella Porzi. Scambio di battute anche tra il M5S e il vicepresidente della Giunta Fabio Paparelli. I grillini alla fine non hanno partecipato ai lavori, così come la Lega Nord.

“ Non siamo in aula – si legge in una nota –  perché la nostra politica è tra la gente, ascoltando le loro esigenze e necessità. Non ci piace esasperare i toni ma rivendicare le nostre posizioni sì. Come ha ribadito anche il nostro Segretario Federale Matteo Salvini in visita a Terni questo fine settimana, siamo, purtroppo, un paese a sovranità limitata e la nostra assenza in consiglio regionale è una scelta dettata dal buon senso: un’Europa che non aiuta i popoli a crescere e non tutela le prerogative dei cittadini non è un’ Europa che ci rispecchia. “E’ una situazione complicata – spiega il neo segretario Lega Umbria, Virginio Caparvi – siamo delusi e arrabbiati per quanto si sta verificando sia in Italia e che in Europa ma non ci piace alimentare inutilmente il fuoco della protesta. La scelta dei nostri consiglieri regionali Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini di non partecipare al consiglio regionale ove si sarebbe discussa la Sessione Europea nasce proprio dalla volontà di rappresentare un malumore diffuso in tutto il paese perché, come Lega, crediamo nell’Europa ma non nell’Unione Europea che ignora la volontà popolare ed è lontana dagli interessi reali dei cittadini. Sogniamo e lavoriamo per un’ Italia in cui il cittadino sia al centro di ogni decisione politica, per questo che, dopo aver chiesto agli italiani opinioni sul contratto di governo, nel fine settimana torneremo in piazza perché la Lega, a livello nazionale ha indetto un referendum popolare dal titolo “Vogliamo il presidente della Repubblica eletto dal popolo”. Anche l’Umbria aderirà a questa campagna referendaria con gazebo in molti comuni, unendo la raccolta firme alla campagna tesseramento”.

“I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno tenuto oggi in Aula un comportamento di natura eversiva, sollevando questioni che nulla avevano a che vedere con gli argomenti che si stavano per discutere, alimentando un vergognoso attacco verso le istituzioni, con quella violenza di toni, cui abbiamo assistito anche nel corso della campagna elettorale, alimentata dall’uso spregiudicato dei social network”. Lo affermano i capigruppo del Partito Democratico e dei Socialisti e Riformisti a Palazzo Cesaroni, Gianfranco Chiacchieroni e Silvano Rometti, che valutano “grave, indegno e irrispettoso delle istituzioni, tanto della presidenza della Repubblica quanto di quelle regionali, il comportamento tenuto in Aula dal Movimento 5 Stelle, che ha lungamente impedito lo svolgimento della ‘Sessione europea’, da tempo calendarizzata, attraverso l’esposizione di

cartelli e dando la stura ad una becera propaganda contro il presidente Sergio Mattarella, la cui unica colpa è di aver fatto rispettare la Costituzione e impedito che il Paese precipitasse nel baratro”. “Parimenti irrispettoso e indegno – conclude la nota di Pd e SeR – è stato anche l’annuncio dato a mezzo stampa dai consiglieri della Lega del fatto che oggi non sarebbero stati presenti in Aula per protestare contro la mancata formazione del Governo 5 Stelle–Lega. Il Partito democratico e i Socialisti e Riformisti, al pari di tutte le altre forze democratiche, sentono invece, tanto più in un momento difficile come quello che stiamo attraversando, il bisogno di schierarsi in maniera convinta e compatta a difesa della Costituzione repubblicana, per difenderne i valori democratici, che passano proprio attraverso il confronto degli eletti nelle Aule legislative e il rispetto delle istituzioni”.

Presa di posizione della maggioranza che ha suscitato anche un distinguo della maggioranza.  “Sto con il presidente Mattarella per gli attacchi che ha subito nei media e nei social, ma difendo il diritto a protestare dei rappresentanti dei milioni di elettori che hanno ricevuto il consenso prevalente il 4 marzo e che attendevano la nascita del nuovo governo politico”. È quanto dichiara il consigliere regionale Attilio Solinas (Misto-Mdp), aggiungendo che “per questo non ho condiviso il comunicato dei gruppi di maggioranza dell’Assemblea legislativa che condannava la protesta espressa questa mattina in aula del Movimento 5 Stelle”.

Per Solinas “gli attacchi diretti, scomposti e violenti, alla figura istituzionale del Presidente della Repubblica avvenuti in queste ultime ore anche attraverso i social, sono senza alcun dubbio da condannare. Ma il diritto di protestare anche nelle aule consiliari da parte di forze politiche che hanno ricevuto il consenso di milioni di cittadini e che hanno visto respinta la loro proposta di governo, non è secondo me questionabile. A
prescindere dai motivi, più o meno reconditi, che hanno condotto il presidente Mattarella a non concedere il placet alla formazione di un governo M5S- Lega, il dato oggettivo è che milioni di italiani – in gran parte appartenenti alle fasce sociali più deboli e sofferenti – si sono visti negare il diritto di veder nascere un esecutivo politico figlio
dell’accordo dei partiti che avevano votato”.

 

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