Il difficile inizio 2019

Ancora questa mattina, successiva alla giornata dell’Epifania, alcune notizie che in questi ultimi giorni hanno tenuto banco continuano ad occupare le prime pagine dei media. Notizie che ci interpellano e che esigono una nostra personale riflessione, soprattutto da cristiani e cattolici. Mi riferisco alle questioni riguardanti i 49 migranti ancora lasciati in mezzo al mare e l’applicazione del dl “sicurezza” da parte di alcuni sindaci “disobbedienti”.

Questioni che in questi ultimi giorni hanno dato luogo ad accesi dibattiti tra parti culturalmente e politicamente contrapposte, quasi mai pacati, sui vari social.

Sulla prima questione, che vede da troppi giorni 49 migranti imbarcati sulle navi ong Sea Watch e Aea Eye vaganti nelle coste maltesi, non possiamo girarci dall’altra parte omettendo di assumere ed esprimere un severo giudizio nei confronti di esponenti del nostro Governo. Che insieme a tutti gli altri dei Paesi di questa Europa, giocando loro battaglie politiche sulla sofferenza delle persone, non sono in grado di dare accoglienza a questi 49 poveri cristi. Che sono “usati oggi come strumenti di ricatto per bassi giochi di potere” , ha ammonito don Luigi Ciotti attraverso Libera.

Non va al riguardo dimenticato l’appello “accorato” di papa Francesco, all’Angelus dell’Epifania, rivolto “ai leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone”. E che forse non a caso ha citato per nome l’evangelista Matteo (un altro Matteo sembra che stesse in giro in via della Conciliazione) per ricordare che “Erode ha paura di perdere il potere e non pensa al vero bene della gente, ma al proprio tornaconto personale”.

La vicenda merita anche un’ulteriore precisazione. In ordine alla disponibilità del Premier Conte e del ministro Di Maio a far scendere dalle navi i bambini e le donne, la nostra concezione cristiana sull’uomo ci impone di considerare tutti come persona, anche gli uomini su quelle navi.

Sull’altra questione, si sta evidenziando che il dl “sicurezza” sarebbe costituzionalmente legittimo in quanto la relativa legge è stata firmata dal Capo dello Stato. Va al riguardo ricordato che il Presidente della Repubblica ha la funzione di promulgare una legge approvata dal Parlamento, ma non concorre con la sua volontà alla formulazione della legge, che può non condividere e che può rinviare, una sola volta, alle Camere con messaggio motivato. E solo la Consulta ha il potere di stabilirne la costituzionalità. In assenza di tale pronunciamento, ogni legge va rispettata, anche se umanamente ingiusta. Così anche per il dl “sicurezza”. In merito al quale, tuttavia, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi europei, ha affermato che i sindaci “dovranno prendere le loro decisioni, verificarle ai livelli giusti e, comunque, l’obiezione di coscienza è un principio che viene riconosciuto”.

Alvaro Bucci

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