Intervista/2, Arianna Ciancaleoni e il suo “Lavoro perfetto”: “E’ stato catartico raccontare le frustrazioni dei giovani”

FOLIGNO – In un affascinante libro di grande attualità, Arianna Ciancaleoni con il suo ‘Il lavoro perfetto’, affrontando le quotidiane delusioni che si è costretti a superare sia nel mondo del lavoro che nella vita privata, e raccontando in un modo romanzato la storia di Bianca e le sue frustrazioni, vuole lanciare un messaggio di positività: non ci si deve mai abbattere di fronte alle difficoltà della vita.

Arianna Ciancaleoni, che sensazioni hai provato nel risultare finalista del concorso letterario “FulgineaMente”?

“Non posso negare che speravo di arrivare in finale, anche perché era la mia unica occasione di partecipare, avendo l’età limite di 35 anni! Quando mi hanno chiamato per dirmelo però, è stata una vera sorpresa e non ho potuto fare a meno di dirlo a tutti, soprattutto a chi mi sostiene da sempre nella passione per la scrittura”.

 Il Lavoro PerfettoQuale è stata la molla che ti ha spinto a scrivere il libro ‘Il lavoro perfetto’?

“Scrivo da sempre, anche se pubblico da pochi anni. Per me è stato catartico raccontare attraverso la storia di Bianca le frustrazioni di chi si affaccia al mondo del lavoro attuale: ognuno di noi può ritrovare la sua storia, o quella di qualcuno che conosce, nelle sue avventure. Ho scritto la prima bozza in tre mesi, sull’onda di una recente delusione lavorativa, e poi l’ho inviato al Premio nazionale Rai “La Giara”: anche lì si è piazzato tra i finalisti”.

Questa tua pubblicazione rappresenta il mondo del lavoro, espresso in chiave romanzata, con tutte le sue sfaccettature e difficoltà. Quale messaggio ti senti di trasmettere a chi sta vivendo analoghe situazioni?

“In realtà non pensavo di dare un particolare messaggio, se non quello di non abbattersi di fronte alle difficoltà della vita e di non sottostare a situazioni al limite della sopportazione, nel lavoro come nella vita privata. Invece, molte persone, anche sconosciute, mi hanno scritto dicendo che si immedesimavano nella protagonista e che avevano apprezzato il libro proprio per questo. Ricevere messaggi da lettori che hanno amato le mie storie è una cosa che non finisce mai di stupirmi, e spesso attraverso le loro parole trovo io stessa nuove chiavi di lettura a ciò che scrivo. È davvero sorprendente”.

Che effetto ti ha fatto parlare dei disagi, delle complicazioni, delle frustrazioni e delle delusioni di persone che seppur preparate e motivate, spesso incappano nella difficoltà di realizzarsi con una adeguata occupazione?

“È molto triste vedere che ogni giorno si continui ad arrancare per poter trovare un posto di lavoro decente. Sono giunta ben presto alla conclusione che ‘il lavoro perfetto’” non esiste: posso accettare i continui cambiamenti, i contratti non rinnovati, gli stipendi bassi, ma il rispetto per gli altri, che siano dipendenti o titolari, dovrebbe esserci sempre. Eppure, è proprio quello, spesso, a mancare”.

Dopo questo importante traguardo del premio letterario, hai già in mente nuovi progetti editoriali?

“Sto lavorando al prossimo libro, che sarà il quinto, e che spero di riuscire a pubblicare entro il 2018. Si tratta di una storia diversa da tutte le precedenti, di cui però, non posso ancora dire nulla. Quando lavoro a una storia, finché non ho finito, mi piace tenerla per me e non rivelare nessun dettaglio, anche perché è probabile che decida di cambiare in corso d’opera. Per cui… state pronti a scoprire la mia prossima protagonista”.

 

 

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