Perugina, nuova mobilitazione il 7 ottobre. Le Rsu: “Il tempo stringe, tutti in piazza” Ciavaglia (Cgil): "Manifestazione per tutte le crisi umbre"

PERUGIA – Nuova protesta in piazza per la Perugina, per chiedere maggiore attenzione e una convocazione del tavolo a stretto giro e non secondo i tempi forniti al Mise. A lanciare l’appello l’Rsu che hanno chiamato alla mobilitazione per sabato 7 ottobre a Perugia, nel centro storico della città. “Il tempo stringe, abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Per cui invitiamo le istituzioni, le associazioni, gli studenti, i pensionati, la chiesa, le forze politiche e sociali a raccogliere questo appello e scendere in piazza con noi. Ma soprattutto chiediamo ai lavoratori e alle lavoratrici delle altre aziende, del pubblico impiego, del terziario, delle cooperative, di unire le forze per difendere il lavoro e rimetterlo al centro dell’attenzione pubblica”.

La Rsu chiama e la Cgil risponde. “La Camera del Lavoro di Perugia raccoglie l’appello della Rsu Perugina e sabato 7 ottobre sarà in piazza a Perugia, con tutte le sue categorie, accanto alle lavoratrici e ai lavoratori di San Sisto”. Ad affermarlo è Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia. “Crediamo che la vertenza Perugina, per quello che questa fabbrica rappresenta non solo per la città, ma per tutta la regione e per tutto il Paese, possa svolgere il ruolo di catalizzatore per una mobilitazione più ampia – afferma Ciavaglia – che intrecci le tante crisi aperte sul nostro territorio, dalla ex Merloni alla Colussi, dalla Trafomec alla Pozzi, dalla Novelli alla Gls, senza dimenticare dimenticare il lavoro pubblico e tutto quell’universo precariato e sfruttamento che purtroppo attraversa interi settori della nostra economia. Ma la manifestazione di sabato 7 ottobre chiama all’impegno anche la politica, le istituzioni e tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici, quei cittadini e quelle cittadine che per fortuna non vivono direttamente situazioni di crisi, ma che, come noi tutti, subiranno inevitabilmente le conseguenze di licenziamenti di massa come quelli che Nestlé sta minacciando in Perugina. Dunque – conclude Ciavaglia – prepariamoci a riportare il lavoro al centro e a farlo insieme, con forza e determinazione, per il futuro di un’intera comunità”.

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