Federfarma Terni, ecco il nuovo direttivo: Bettelli presidente Il segretario Monicchi: "Il confronto con le istituzioni resta al centro della nostra attenzione"

TERNI – Un nuovo triennio e nuove sfide attendono Federfarma Terni, la federazione dei farmacisti della provincia ternana che ha provveduto a rinnovare il proprio consiglio direttivo. Un deciso passo in avanti all’insegna della voglia di fare, della volontà di rappresentare un punto di riferimento per il settore ed al tempo stesso di far sentire la propria voce, insieme ai colleghi perugini, in merito alle tematiche che toccano più da vicino la categoria.

Al timone è stato confermato Maurizio Bettelli, presidente uscente che avrà come vice Maria Cristina Bonanni. Segretario e autentico motore operativo di Ferderfarma Terni sarà quindi Stefano Monicchi mentre il ruolo di tesoriere sarà ricoperto da Paolo Olivieri. Come consiglieri del direttivo sono stati eletti anche Alessandro Betti, Marco De Bella, Vittorio Frisoni ed Enrico Masciarri. Il collegio revisori dei conti potrà infine avvalersi di Stefano Mariangeli, Paola Catastini, Maria Teresa Marchetti, Carlo Palmieri e Nicole Trippetta. Tante le tematiche sulle quali sarà chiamata ad esprimersi la federazione dei farmacisti ternana, ed anche per questo il desiderio dei vertici resta quello di “continuare a consolidare il ruolo di Terni, insieme naturalmente a Federfarma regionale, nei rapporti con le istituzioni”, dice il segretario Stefano Monicchi. Che poi evidenzia “un cambiamento di rappresentanti nel consiglio direttivo resosi necessario anche per scongiurare l’immobilismo dello stesso organismo”. Soddisfatto il presidente Maurizio Bettelli, nuovamente ed entusiasticamente al timone della federazione ternana: “Ci adoperiamo da sempre per recepire in pieno le istanze e le sollecitazioni dei nostri affiliati. E vogliamo continuare a farlo”. Il consiglio direttivo di Federfarma Terni è pronto, più determinato che mai, a rappresentare le farmacie private della provincia nel confronto con gli organismi politici, istituzionali, tecnici ed amministrativi. E naturalmente davanti al servizio sanitario nazionale, agli enti, alle aziende produttrici ed ai distributori intermedi. Con il sano spirito di chi vuole impegnarsi per la salvaguardia della categoria.

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