Perugia, il M5S diffida Romizi sulla Tari Il problema, per la Rosetti, è il piano finanziario di Gest - Gesenu, mancante di alcune informazioni

PERUGIA – Il capogruppo del M5S Cristina Rosetti annuncia una diffida nei confronti del sindaco Romizi dopo le notizie relative alla Tari 2017. “Lo invitiamo – dice – a non portare in approvazione il Piano finanziario di Gest/Gesenu senza che lo stesso piano sia prima stato integrato con le informazioni richieste dal dirigente competente, Dott. Piro, il quale ha applicato a Gest una penale per il mancato riscontro nei termini. Nel PEF presentato risulterebbero, infatti, mancanti, fra gli altri, la quantificazione dei costi per ogni singolo servizio, il conto economico e lo stato patrimoniale, per cui allo stato il bilancio di esercizio della società non consentirebbe di effettuare le verifiche in ordine alla corretta applicazione delle condizioni contrattuali e alla corretta imputazione dei costi che confluiscono nei costi generali di gestione, i dati disaggregati sul materiale recuperato, sui proventi da recupero, rispetto ai contributi erogati dai consorzi di filiera, i costi disaggregati dei centri di raccolta e della percentuale di raccolta differenziata ad essi imputabile”.

“Si contestano – dice la Rosetti –  altresì alla Affidataria criticità nei progetti presentanti per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata imposti dalla Regione per l’anno 2017, sia per il servizio di raccolta ad alta densità che per quello relativo alla raccolta monomateriale del vetro. Inoltre, al M5S risulta che, ad oggi, nessuna valutazione e/o contestazione sia stata effettuata all’Affidataria in ordine agli inadempimenti contrattuali legati al non corretto esercizio dell’impianto di compostaggio di Pietramelina, il quale ha per anni prodotto alte percentuali di scarto, tali da vanificare gli investimenti sulla raccolta differenziata dell’umido e le relative tariffe corrisposte dai cittadini; scarti che, nell’agosto 2016, hanno toccato punte del 68%, come risulta dalla diffida della Regione Umbria, in pari data. Pertanto, l’Amministrazione sembrerebbe orientata ad approvare le tariffe per l’anno 2017 (quindi, il PEF dell’Affidataria), senza alcuna valutazione in ordine al danno prodotto a codesta Amministrazione dalla non corretta gestione dell’impianto di cui sopra e della relativa attività di recupero. Il M5S ritiene che tale comportamento della Giunta Romizi non tuteli il Comune di Perugia, quindi, i cittadini, ai quali verrà richiesto di pagare costi per i servizi, che, ad oggi, stante la nota di cui sopra, non sono provati nella loro effettiva consistenza. Si ritiene altresì grave che non si sia ad oggi proceduto alla contestazione di alcun inadempimento contrattuale, né alla determinazione dei danni subiti per la non corretta gestione dell’impianto di compostaggio di Pietramelina, per cui non occorre certamente attendere l’esito delle indagini giudiziali in corso, visto che i dati sugli scarti prodotti dall’impianto di compostaggio e il conseguente mancato recupero dell’umido conferito risultano noti da tempo ed esplicitati in rapporti ufficiali. La diffida è stata inviata anche alla Procura regionale della Corte dei Conti”.

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