Perugina, i sindacati di categoria suonano la carica e chiedono un incontro in Regione

“Dopo l’iniziativa unitaria dell’11 marzo all’oratorio di Santa Cecilia, alla presenza del Sottosegretario Castano e della Presidente della Regione Umbria Marini, la vertenza della Perugina è entrata nel turbinio delle elezioni e successivamente nell’agonia della Curva bassa produttiva, pur mantenendo l’attenzione con comunicati stampa sindacali ripetuti settimanalmente. È ora, a nostro avviso, di rimettere mani a quel percorso vertenziale con veri e propri tavoli istituzionali sia locali che nazionali”. Lo dicono i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil.

“In primis – dicono – invieremo richiesta formale di incontro al nuovo assessore per le attività economiche della Regione oltre che alla riconfermata Presidente Marini, sempre impegnata sulla vertenza. L’obiettivo dell’incontro è sia quello di fare il punto della situazione (sempre più preoccupante) sia quello di avviare un percorso di sensibilizzazione condivisa sull’apertura del tavolo al Ministero”.

Secondo i sindacati: “la vertenza Perugina sta purtroppo assumendo i caratteri sempre più di una vera vertenza occupazionale, i primi a pagare sono gli stagionali con meno ore di lavoro e meno prospettive di stabilizzazione; ancora a pagare il conto anche i lavoratori e le lavoratrici delle ditte terze che hanno subito contrazioni delle loro ore di lavoro nonché veri e propri licenziamenti. Infine, il dato più allarmante riguarda i dipendenti della Multinazionale che ormai sono certi che se nulla cambierà tra un anno prenderanno sempre più consistenza gli esuberi strutturali dichiarati al tavolo in Confindustria”.

“Il tentativo di mettere il cappello sulla vertenza da parte di soggetti esterni – continuano Cgil, Cisl e Uil – denigrando il lavoro delle rsu e delle Segreterie Regionali svolto fin qui su mandato dei lavoratori e delle lavoratrici di San Sisto, sta diventando uno strumento di demagogia e populismo usato sulla pelle dei 1000 lavoratori della nostra fabbrica per fini che ci appaiono davvero incomprensibili. Occorrerebbe invece che tutta la città fosse coinvolta nella vertenza a salvaguardia dell’ultimo grande sito produttivo della città di Perugia e dell’intera provincia. La vertenza Ast dovrebbe aver insegnato qualcosa a riguardo: una intera città chiamata a difendere la propria fabbrica. Insieme alla Rsu di Sito – concludono Cgil, Cisl e Uil – abbiamo preventivato un percorso di assemblee da svolgere nel mese di agosto alla ripartenza della curva alta, quando si spera ci sarà il numero massimo di presenze di lavoratori”.

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