Dialoghi a Spoleto, chiude Olga Urbani

 SPOLETO – Termina domenica 8 luglio la seconda edizione dei ‘Dialoghi a Spoleto’,lo spazio aperto di incontro e di confronto interamente dedicato alle donne dello scenario internazionale, ai loro racconti e alle loro esperienze legate al cambiamento, alla conquista, alla difesa e alla salvezza del mondo.

Alle ore 17 l’incontro verterà su agricoltura, globalizzazione, sistema Italia con Olga Urbani imprenditrice del settore alimentare e Amministratore delegato della Urbani Tartufi e Shoshan Haranfondatrice e general manager di Fair Planet affronta il tema della mancanza di semi di qualità per i piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo; l’introduzione sarà di e Clelia Piperno Ceo Progetto Talmud e la conclusione affidata a Luigi ScordamagliaPresidente di Federalimentare.

L’evento speciale di domenica mattina, previsto per le ore 11.30, è stato annullato ma si terrà entro il mese di luglio a Roma con la partecipazione della Presidente del Senato Elisabetta Casellati (data da definire).

Continuano i messaggi di saluto e augurio dal mondo della politica italiana. Il Ministro della Salute Giulia Grillo, invitata a partecipare ai Dialoghi, ha inviato un messaggio di saluto e ringraziamento comunicando la sua impossibilità ad essere a Spoleto per impegni contestuali.

Nella giornata di ieri, venerdì 6 luglio, inoltre la senatrice a vita Liliana Segre ha voluto scrivere una lettera alla giornalista Paola Severini Melograni:

Gentile Direttrice,

non so se ce la faremo a cambiare il mondo, certamente, contribuiremo, giorno dopo giorno a renderlo migliore come madri, mogli, nonne, zie, amiche e colleghe. Siamo, nel nostro genere, così inclusive e capaci che generiamo dialoghi di pace, perdono, bellezza. Segmenti di un progetto, l’unico mi pare, in grado di traghettarci verso il futuro degno di essere vissuto. A Spoleto si parla di donne che governano il mondo? Vedremo il da farsi. Io ci proverò; in questa nuova fase della mia vita, enorme e delicata. Per dirla con parole antiche, come questa città insegna, (Roma) le porte si spalancano in tempo di guerra per richiudersi con lo scoppio della “pace”. Ciò che da donna, del secolo scorso, mi sento di dire è che, contro l’abc dell’inimmaginabile esiste il potente antidoto delle memoria di cui le donne sono generatrici naturali.

Buon Lavoro,

Liliana Segre

 

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