5 Stelle e Lega: una estenuante trattativa

di Pierluigi Castellani

Nonostante i ripetuti annunci di Di Maio e Salvini sulla conclusione a breve della trattativa sta di fatto che ancora il nuovo governo non c’è. E non c’è perché rimangono alcuni nodi da sciogliere su questioni importanti e che riguardano il futuro del paese. Sembra che non si sia raggiunta una chiara intesa su come dovrà essere il rapporto del nuovo governo con l’Europa, quali debbono essere le misure per contrastare il flusso degli immigrati, ed al di là degli annunci sul superamento ( non più la cancellazione) della legge Fornero e dell’introduzione del reddito di cittadinanza non è dato sapere dove verranno trovate le risorse per finanziare questi provvedimenti. Ed inoltre manca l’accordo sul nome del premier. Cosa questa che non è un dettaglio qualunque, perché è proprio la persona del Presidente del Consiglio, che configurerà il nuovo governo non solo all’interno dell’Italia ma soprattutto fuori del paese nel contesto internazionale. E’ il premier che partecipa ai consigli europei, è il premier che colloquia direttamente con il Capo dello Stato dal quale oltre tutto deve essere nominato. Poi ci saranno i ministri ed il voto di fiducia del parlamento.

Insomma non sembra che la 3^ repubblica sia molto diversa dalle altre, né il nuovo tanto annunciato si è visto ancora all’orizzonte. Dopo due mesi e mezzo dalle elezioni l’Italia è ancora senza un governo, mentre punti del cosiddetto contratto di governo, resi pubblici dalla stampa, hanno già messo in subbuglio i mercati e fatto risalire lo spread tanto che Paolo Gentiloni, ancora in carica malgrado lui, si è sentito in dovere di avvertire che l’Italia per la tutela della sua economia e dei risparmiatori non può deragliare dal binario, che la conduce saldamente in Europa. E’ pur vero che la bozza di contratto , che ha allarmato i mercati, è stata derubricata a mera ipotesi, poi superata, ma è certo che il dubbio rimane sulla vera volontà del duo Salvini Di Maio circa la permanenza del nostro paese nell’euro, tanto che ancora Beppe Grillo ,che pur conta qualcosa per i 5Stelle,ancora parla di referendum sull’euro e che non è  stato chiarito come si vuole affrontare il dimagrimento del debito pubblico dopo la sparata, poi superata, sui 250 miliardi di debito che la Bce avrebbe dovuto cancellare. Siamo quindi ad un punto in cui sembra impossibile per Salvini e Di Maio, a meno di perdere totalmente la faccia, tornare indietro, come pure Salvini aveva fatto percepire come possibile uscendo dall’ultima consultazione al Quirinale, e però si attende che qualcuno, non si sa chi, sciolga definitivamente il nodo della premiership. Tante se ne sono sentite in questi giorni. Che ci sarebbe stata la staffetta tra i due leader, cosa che riproponeva alla memoria un’altra staffetta quella mai realizzatasi tra Craxi e De Mita, poi si è detto che sarebbe stato un premier terzo con la inevitabile girandola dei nomi, ed infine che invece il prescelto sarebbe stato un politico. Ma ancora questo nome non c’è. Lo attende non solo il pazientissimo Presidente della Repubblica, ma anche tutto il parlamento paralizzato nell’attesa del nuovo governo e con i nuovi parlamentari che si aggirano sperduti ed annoiati nelle lunghe sale d’attesa dei due palazzi romani, che sono l’icona della nostra democrazia. Viene da dire che se questo è il nuovo forse era più concludente il vecchio e soprattutto più rispettoso delle attese degli elettori che il 4 marzo hanno espresso il loro voto.

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