Omicidio del Bellocchio, Francesco Rosi può restare in carcere La perizia dei medici nominati dal giudice stabilisce la compatibilità con la detenzione dell'ex agente immobiliare

PERUGIA – Francesco Rosi, accusato dell’omicidio della moglie Raffaella Presta, è compatibile con il carcere. A stabilirlo la perizia di medici specialistici incaricati dal giudice. “L’attuale condizione detentiva – scrivono Sergio Scalise Pantuso e Alessandro Pantuso – non appare di per se stessa foriera né peggiorativa dello stato di disagio psicologico che risulta sostanzialmente correlabile alla consapevolezza da parte del Rosi della gravità dell’atto compiuto e delle ripercussioni che lo stesso ha avuto sul personale futuro e sulle persone a lui più care”. Per i medici devono anche continuare i trattamenti al fine di evitare eventuali atti di autolesionismo.

La perizia trova l’accordo dei legali della famiglia di Raffaella Presta: “Condividiamo pienamente le conclusioni dei periti – dice l’avvocato Marco Brusco – l’unico posto dove questo soggetto può stare è proprio in carcere”. Ora servirà la perizia sulla pericolosità sociale e sulla capacità di intendere e di volere.

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