lunedì 23 ottobre 2017 - aggiornato alle ore 02:30        

Bilancio sociale Inps: “L’Umbria è una regione che fatica a riprendersi dalla crisi”. Calano gli stranieri residenti e le ore di cassa integrazione. Le donne guadagnano meno degli uomini

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PERUGIA – Una regione che fatica a riprendersi, non riuscendo a colmare gli effetti di una crisi che in questo territorio ha avuto un impatto particolarmente forte e complicato dagli eventi sismici. E’ questo il quadro che fotografa il bilancio sociale dell’Inps, presentato nella sala consiliare della Provincia di Perugia, alla presenza del direttore regionale Sonia Lucignani e tra gli ospiti la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi e l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini.

Nell’anno considerato, il 2016, rimangono positivi il saldo aziende con dipendenti iscritte/cessate e il saldo tra le assunzioni e le cessazioni dei lavoratori dipendenti, cala lievemente il tasso di occupazione ma al contempo diminuisce il tasso di disoccupazione di pari passo passo con l’aumento degli inattivi.  Aumenta il lavoro precario: crollano le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato, anche a seguito del venir meno delle agevolazioni governative. Aumenta il ricorso al voucher.

Il numero degli stranieri residenti diminuisce, rimanendo però superiore alla media nazionale.

Calano le ore di cassa integrazione, calano anche le domande di disoccupazione. Cala anche il lavoro autonomo. In leggero calo le prestazioni pensionistiche in pagamento, con un 36 per cento delle popolazioni titolari di un trattamento. Il dato che emerge è che, rispetto agli uomini, le donne incassano di meno. Aumentano anche le prestazioni collegate all’invalidità civile.

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