lunedì 23 ottobre 2017 - aggiornato alle ore 02:32        

Medici e infermieri in piazza per educare a salvare i bambini dal soffocamento Con una dimostrazione dal titolo “Una manovra per la vita”, si raduneranno pediatri e anestesisti per insegnare come intervenire nei casi in cui il boccone 'va di traverso'

Reparto Pediatria Perugia

PERUGIA – Sono oltre venti i casi all’anno in cui il boccone ‘va di traverso’ a bambini, con tre casi  gravissimi che hanno richiesto il trasferimento all’ospedale Meyer di Firenze. Si calcola che nei primi  anni di vita di un bambino, una  su  quattro delle ‘morti accidentali’ è causata dal soffocamento provocato da un boccone di cibo o da un oggetto, che invece di prendere la strada verso il sistema digerente, finisce nelle vie respiratorie. Sono situazioni queste che possono essere risolte con un po’ di buon senso ed esperienza. E così in occasione della giornata nazionale di sensibilizzazione ‘Una manovra per la vita’, che si terrà domenica 15 ottobre in piazza Danti a Perugia dalle ore 10.30 alle 18.30, organizzata dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica, pediatri, anestesisti e  personale infermieristico del S. Maria della Misericordia di Perugia saranno a disposizione di genitori, nonni ed educatori per insegnare  come intervenire sul bambino quando un boccone ‘va di traverso’ e disostruire le vie respiratorie dei bimbi in caso di soffocamento da cibo o corpi estranei. “Per la dimostrazione pratica – afferma la prof.ssa Susanna Esposito responsabile della struttura complessa di Pediatria – utilizzeremo dei  manichini molto sofisticati,  supporto indispensabile per l’attività formativa sull’emergenza, messi a disposizione da ABM (Amici del Bambino Malato Onlus, www.amicidelbambinomalato.it)”. E poi continua a spiegare che “può trattarsi di un pezzo di pane, un nocciolo di frutta, di un piccolo oggetto di plastica, basta  un attimo di distrazione e il bambino  inizia a tossire  nello sforzo di reindirizzare il boccone, mentre gli adulti cercano di aiutarlo picchiettandogli le spalle, ma a volte, troppo spesso, lo sforzo è vano. Le manovre da eseguire – puntualizza ancora  la prof.ssa Esposito – sono poche  e semplici manovre, ma devono essere eseguite in maniera corretta  per permettere  un’espulsione immediata del fatidico  oggetto ingurgitato”.

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