Il saluto del Santo Padre agli abitanti della Valnerina tramite il vescovo Boccardo

NORCIA – Dopo l’incontro con Papa Francesco, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo ha riportato alcune frasi espresse dal Santo padre: «Fin dalle prime scosse il Santo Padre è sempre stato molto vicino e interessato alla situazione della gente. Più volte ci ha fatto pervenire i suoi messaggi di vicinanza, anche con dei segni concreti di condivisione». Nel corso della conversazione, tra i vari argomenti affrontati, il Papa non ha mancato modo di chiedere quale fosse la situazione delle popolazioni colpite dal terremoto sia a Norcia che in altri territori della Valnerina, chiedendo di portare la sua benedizione. Poi lo stesso Boccardo afferma: «Le speranze sono quelle di ritrovare una vita dignitosa e sicura. Adesso, dignitosa lo è perché le case sono inagibili, ma per fortuna sono state consegnate quasi tutte le casette di legno. Dunque, una vita familiare e sociale sta riprendendo piano piano. È chiaro, mancano i centri di aggregazione. Per fortuna a Norcia con la Caritas italiana, grazie al sostegno dei cattolici d’Italia, abbiamo potuto costruire un centro di comunità». Si concentra poi sulla tante frustrazioni degli abitanti per le mancate promesse che hanno creato sentimenti di amarezza e indignazione. E poi conclude asserendo che «in questa situazione di passione, però con tanta fiducia. La gente della Valnerina è forte, coraggiosa e, purtroppo, è abituata ad affrontare i terremoti e dunque reagisce con determinazione. La Settimana Santa è un’occasione per partecipare, anche attraverso le nostre sofferenze, alla Passione del Signore e per accogliere anche la luce e la forza che vengono dalla sua Risurrezione. Dunque c’è un messaggio nella Settimana Santa che è quello che ci fa pensare che dopo il buio viene la luce. Quindi, ripartire è possibile, senza aspettare che da fuori qualcuno faccia chissà cosa, ma facendo ciascuno la propria parte, anche nelle situazioni piccole, quotidiane, che costituiscono poi la vita vera».

 

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