Dal Quirinale a Perugia, Dottori rientra dopo ottant’anni

PERUGIASono trascorsi oltre ottant’anni da quando il Re Vittorio Emanuele III in occasione della XIX e XXI Biennale di Venezia, decise di acquistare due capolavori aeropittorici di Gerardo Dottori, che da allora sono rimasti rinchiusi nelle stanze del Quirinale e non è stato più possibile ammirarli. Anche se in realtà della loro esistenza solo pochi esperti ne erano al corrente. E dopo un lungo periodo di assenza, ritornano nella città che ha dato i natali al noto pittore perugino. Da martedì 19 settembre fino al 12 novembre, per tre mesi, i due dipinti potranno essere visionati a Palazzo della Penna dal pubblico, dagli appassionati e dagli amanti dell’artista umbro. Alle ore 18 si terrà l’inaugurazione delle due opere che verranno presentate ufficialmente dall’assessore alla  Cultura del Comune di Perugia Teresa Severini, e dal Consigliere del Presidente della Repubblica per l’Informazione Gianfranco Astori. Le due opere d’arte sono il “Paese dall’alto” del 1934 e “Lo specchio sul lago” del 1938. Il “Paese dall’alto” è una tipica visione aeropittorica che raffigura un paesaggio ideale. Esposto alla Biennale di Venezia nel 1934 nella sezione in cui erano presenti anche altri futuristi, fu subito ammirata dal Re che se ne innamorò e ordinò l’acquisto a un costo di 800 lire. Un simile copione accadde anche per “Lo specchio sul lago” del 1938 che si può  considerare la continuazione della prima opera. Anche questa fu esposta alla Biennale di Venezia ma nella successiva edizione. Questa volta il costo dell’opera era superiore del venti per cento. Il re dovette sborsare quindi 1.000 lire per comprare il quadro che in realtà è leggermente più grande del precedente, e poiché è stato realizzato su tavola, ha un valore necessariamente superiore dell’altro. All’evento di apertura della mostra, ci sarà anche spazio per alcune letture di brani dall’Aeropoema Futurista dell’Umbria di Franca Maria Comeli, interpretato da Vittoria Corallo, con sonorizzazioni elettroniche di Umberto Ugoberti.

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