FIAMME IN TERRASANTA

di Pierluigi Castellani

Il proditorio attacco di Hamas ad Israele con la ferocia, che i media  hanno documentato, ha riproposto a tutto il mondo il problema palestinese rimosso da tempo dall’agenda mondiale . Infatti la condanna unanime nei confronti della riproposizione dell’orrore del terrorismo come soluzione dell’annoso problema, che si trascina  dal 1948,anno di fondazione dello stato ebraico, non può non interrogare il mondo intero, compresa l’ONU, perché si ponga fine a questa polveriera mediorientale, che rischia di allargare pericolosamente il conflitto. La prevedibile forte reazione di Israele non può esimere nessuno degli attori internazionali dal dovere di cercare innanzi tutto di fermare il conflitto e porre finalmente all’ordine del giorno dell’ Onu la questione della pace in quella tormentata terra cara a tutti i cristiani del mondo e ad entrambi i popoli di Abramo. Finché i figli di Isacco e di Ismaele non riconosceranno reciprocamente la loro comune discendenza dal grande patriarca non ci sarà pace  in Palestina  ed in tutto il medio oriente. Gli sforzi di pace di Rabin e di Peres  non sono più nelle corde di un Netanyahu condizionato com’è, tra l’altro , dall’estrema destra ebraica e la lotta che esiste nel campo palestinese tra Hamas, che vuole la distruzione di Israele, ed Abu Mazen ha prodotto come conseguenza il terrorismo come unica arma di rivendicazione dell’ estremismo palestinese. Tutte le potenze mondiali dovrebbero riflettere seriamente e cercare di porre fine al conflitto, che colpisce soprattutto popolazioni povere ed inermi. Non si può mettere in discussione l’esistenza dello stato d’Israele e riproporre nel nostro secolo la Schoah. I due popoli debbono coesistere secondo l’indicazione, fatta propria anche dall’Onu, di due popoli e due stati e non si può riproporre in una piccola superficie, come è quella della Palestina, il non tanto sotterraneo scontro tra occidente ed oriente per un ridisegno della geopolitica diverso dall’assetto scaturito dalla seconda guerra mondiale. Dietro Hamas c’è l’Iran degli ayatollah, che fornisce i suoi droni anche alla Russia di Putin mentre la Cina sta a guardare cercando di approfittare di questo scontro con gli Usa a cui vuole sottrarre la leadership mondiale. Comunque ogni sforzo va fatto in direzione della pace. Il rischio è, che con già la guerra che infiamma l’Ucraina il fuoco si possa estendere a tal punto da coinvolgere altri fronti e si allarghi a dismisura  quella che Papa Francesco ha chiamato la terza guerra mondiale a pezzi. Ma che cosa manca perché si giunga alla pace? Credo sempre di più alla verità, che mi fu offerta dalla guida maronita, che ho avuto nell’ultima mia visita in Israele. Quando gli ho chiesto ,ma perché due popoli come gli ebrei  ed i musulmani, che credono tutti e due nel Dio monocratico, non riescono a vivere in pace? La risposta fu: perché ad entrambi manca Gesù Cristo, cioè la virtù della misericordia e del perdono.