Terni, è morto il ragazzo albanese. Cresce la polemica sulle richieste d’arresto non concesse. Rischia la discoteca

TERNI – Non ce l’ha fatta il giovane albanese accoltellato fuori dalla discoteca lunedì notte. Il ragazzo è morto ieri sera. Stava lottando tra la vita e la morte, dopo la coltellata ricevuta da una lama di sei centimetri. L’albanese si trovava in Italia da 13 anni e lavorava come operaio in una ditta.

Nel frattempo cresce la polemica sui ritardi che si sarebbero registrati rispetto ad una richiesta d’arresto di molti mesi fa nei confronti dell’aggressore. Infatti tutti gli arrestati erano già noti alla polizia per precedenti legati alla droga e su alcuni di loro, tra cui l’accoltellatore, pende da ben 7 mesi una richiesta di arresto avanzata dalla Questura ma su cui la magistratura non si è ancora espressa. Il gruppetto, formato dall’albanese arrestato e da alcuni ternani noti alle forze dell’ordine, è da tempo nel mirino della squadra mobile per reati riconducibili allo spaccio. Risalgono, come detto, a ben 7 mesi fa le richieste di arresto a carico di alcuni di loro. Una vicenda che sta facendo molto discutere. Le indagini proseguono per individuare altri complici.

Intanto il questore sta valutando l’opportunità di assumere provvedimenti nei confronti della discoteca. Tra l’altro sembra che i gestori del locale non abbiano informato la polizia di quanto già era avvenuto all’interno del locale. Una notte di follia, tra lunedì e martedì, sfociata in tragedia, che sicuramente porterà la massima autorità di pubblica sicurezza ad assumere provvedimenti drastici.

Mentre sono attesi nelle prossime ore gli interrogatori di garanzia dei quattro arrestati, l’avvocato dell’albanese, Massimo Proietti ribadisce che il suo assistito, che ha confessato di aver colpito il connazionale ora in fin di vita all’ospedale, si è difeso. Si è trattato di un’aggressione reciproca”. La polizia avrebbe, in tal senso, ritrovato un’arma da taglio nei pantaloni della vittima.

Come è iniziata la rissa
Un apprezzamento di troppo alla ragazza del capo e scoppia la fine del mondo. Prima la rissa in discoteca, poi un pestaggio in piena regola fuori dal locale e infine un sorta di “duello all’arma bianca” con l’autore degli apprezzamenti che rimane ferito a terra in fin di vita. Sono bastate poche ore agli uomini della questura di Terni per chiarire il violento fatto di cronaca che si è consumato la notte scorsa tra via Piemonte e via Eugenio Chiesa. Mentre in ospedale l’albanese di 20 anni, ferito al torace sta lottando tra la vita e la morte, gli agenti della squadra mobile diretta dal dottor Alfredo Luzi, d’intesa con quelli della volante coordinati dal dirigente Giuseppe Taschetti, hanno arrestato l’aggressore che ha confessato, e gli altri tre amici che erano con lui. Si tratta di un albanese di 21 anni che ha fatto ritrovare agli agenti il coltello con una lama appuntita di sei centimetri, e i tre amici ternani di 28, 32 e 34 anni. Il primo deve rispondere di tentato omicidio mentre gli altri tre di favoreggiamento e concorso.
Il fatto è avvenuto la notte scorsa intorno alle 2.30. L’intervento tempestivo della squadra volante che si trovava nella zona per un servizio straordinario disposto dal questore Carmine Belfiore in occasione dell’avvio del giubileo e delle festività natalizie, ha consentito di attivare tempestivamente sia i soccorsi del 118 al ferito che le indagini. Il giovane, trasportato in ospedale, è stato operato dalle equipe di chirurgia generale e chirurgia vascolare per una grave ferita da taglio riportata, che ha interessato l’intestino e l’aorta addominale. Ora si trova ricoverato in Rianimazione e le sue condizioni sono giudicate gravissime. E’ in pericolo di vita.
Nel frattempo le indagini avviate dalla volante e della mobile hanno permesso prima di identificare la vittima (grazie a un paio di chiavi trovate in tasca hanno rinvenuto l’auto del ragazzo) poi di risalire all’amico marocchino che la notte scorsa era in compagnia della vittima e da lui alla ricostruzione dei fatti, prima all’interno della discoteca e poi fuori dal locale.

Tutto inizia all’interno della discoteca
Tutto sarebbe iniziato all’interno di un locale notturno che si trova a poche centinaia di metri dal luogo in cui il ragazzo ferito è stato trovato. Tra i giovani sarebbe nato un diverbio per qualche apprezzamento di troppo alla ragazza di uno di loro, tanto che i buttafuori del locali hanno allontanano i ragazzi. Quindi fuori si sarebbe scatenata la furia contro il ventenne albanese che sarebbe stato oggetto di un pestaggio e in fine della stilettata. L’aggressore che, come detto, ha confessato il fatto ha riferito di essersi difeso. Nella cinta dei pantaloni della vittima, la polizia avrebbe individuato un coltello a serramanico.
L’albanese ferito è in Italia da 13 anni e lavora come operaio in una ditta. I quattro arrestati sono nullafacenti ma tutti sono conosciuti alle forze di polizia per precedenti per spaccio.

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