Agricoltura, bloccate 3mila domande su 10mila

PERUGIA – La Prima Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, si è riunita a Palazzo Cesaroni per proseguire la seduta con il responsabile regionale del servizio sviluppo rurale e agricoltura sostenibile, Franco Garofalo, in merito ai problemi legati ai pagamenti in agricoltura in Umbria. L’informativa è propedeutica all’audizione della Commissione con il direttore di Agea, prevista per mercoledì 16 gennaio.

Garofalo, dopo aver illustrato nella riunione di ieri un’indagine conoscitiva interna del 2010 per la valutazione della costituzione di un organismo pagatore regionale, si è soffermato su alcune questioni urgenti da risolvere con Agea per riuscire a pagare tutte le domande. Garafalo ha comunque ricordato che i problemi di pagamento riguardano un migliaio di domande del 2015/2016 su 17mila, circa il 6 per cento. Delle 10mila domande del 2017 si sta ancora lavorando su circa 3600.

Innanzitutto Garofalo ha sottolineato i problemi informatici, con le possibili criticità legate al cambio delle società che si occuperanno della materia per Agea, a seguito della gara che ha visto nuovi soggetti vincitori rispetto a quelli attuali. Garafalo, comunque, ha spiegato come Agea, già per le domande presentate dal 2015, aveva garantito il completo sviluppo di tutti gli algoritmi di calcolo per tutte le misure, ma ad oggi mancano ancora del tutto degli algoritmi di calcolo dei premi e altri forniscono in molti casi esiti errati. Inoltre altri problemi sono: l’instabilità dei dati del fascicolo aziendale, con alcune informazioni che si perdono nello scarico via web; i fascicoli extra-Sian, con difficoltà di comunicazione con enti pagatori autonomi di altre regioni senza un coordinamento da parte di Agea; mancanza di informazioni minime dei pagamenti, con bonifici senza casuale; servizi di interazione e comunicazione, con il mal funzionamento dell’help desk da alcuni mesi; informazioni poco chiare sulle anomalie che bloccano la domanda; gestione delle domande degli eredi, con la mancanza totale della procedura per gestire questi casi; controlli in loco, che bloccano il pagamento di alcune domande presentate con la procedura ‘terremoto’; questione del calcolo del premio pascolo per le misure di zootecnia biologica; blocco delle domande di conversione del bio; fornitura dei dati coerenti, con l’impossibilità di scarico delle domande per misura e annualità; collegamento con altre banche dati; gestione dei subentri; anomalie di conduzione legate a complicazioni nella gestione dei contratti; procedura di istruttoria della domande di pagamento dei Gal; difficoltà di elaborazione dei dati per il monitoraggio della spesa.

Sollecitato dalle domande dei commissari Maria Grazia Carbonari (M5S), Valerio Mancini (Lega) e Claudio Ricci (misto-Rp/Ic), Garofoli ha spiegato che queste anomalie non riguardano solo l’Umbria, ma sono comuni anche alle altre Regioni.

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