Barberini: “Dimissioni scelta sofferta, non torno indietro se non cambia il quadro. Sgarbo politico verso tanti cittadini umbri che chiedono cambiamento”

PERUGIA – C’era anche il cane Nelson, star dei social network dopo le dimissioni del suo padrone da assessore regionale a Sanità, coesione sociale e welfare, fuori palazzo Cesaroni nel giorno dell’attesa conferenza stampa di Luca Barberini. E’ diventato una sorta di mascotte, da quando l’ormai ex assessore ha postato la sua foto dicendo di non aver bisogno di “altri cani da guardia” oltre a lui. E così Nelson è entrato nei cuori del mondo social e non solo, è stato subito amato, accarezzato e addirittura intervistato oggi a Perugia mentre Barberini, in un incontro fiume con i giornalisti nel quale sono addirittura scattati tre applausi, ha spiegato i dettagli della sua scelta politica.

“Decisione sofferta”
Una decisione definita “sofferta”, sui cui “non intendo tornare indietro se non cambia il quadro d’insieme, perché abbiamo la necessità di recuperare un’azione politica basata sul rispetto dei valori, delle idee e delle persone che hanno dato un contributo importante alla vittoria di questo partito e coalizione, alla realizzazione di un progetto e non possono essere cacciati fuori in questo modo”. imageIl riferimento è, in particolare, al modo in cui sono state fatte le nomine dei direttori generali.

“Sgarbo politico verso i cittadini e arroganza mai vista”
“C’è stato uno sgarbo personale e politico – ha detto Barberini – soprattutto verso i tanti cittadini umbri che mi hanno votato e sostenuto (Barberini è stato l’uomo più votato in Umbria alle scorse elezioni regionali, nrd) e che ho incontro in questi mesi, fra cui tanti professionisti del sociale e della sanità anche distanti politicamente, che hanno chiesto un modo diverso di fare politica, basato sul cambiamento e sull’innovazione, e di organizzare la complicata macchina della sanità e del welfare per dare risposte più adeguate ai bisogni delle persone. Sono stati utilizzati metodi arroganti, un’arroganza mai vista, e fatte scelte senza coinvolgere pienamente l’assessore al ramo, non me l’aspettavo. C’era tempo fino al 29 febbraio, non c’era fretta di chiudere, c’era la possibilità di ragionare e continuare a riflettere ma non l’abbiamo saputo utilizzare, o almeno da altri non è stata colta questa mia disponibilità alla partecipazione e al confronto”.

“Questione di metodo non di nomi. La richiesta di cambiamento e innovazione”
“Non discuto sui nomi – ha detto ancora Barberini – ma sul metodo. Non si tratta di spartizione o lotta politica, ma di ridare dignità alla politica che deve assumersi il ruolo di scegliere bene su un tema come la sanità che assorbe il 75% del bilancio regionale e tocca la vita vera dei cittadini. Ho chiesto qualità, competenza, esperienza ma soprattutto capacità di interpretare il territorio e i bisogni che sono cambiati. Oggi innovazione e cambiamento sono valori necessari perché il mondo è cambiato, oggi ce lo chiedono nella sanità, domani in altro. Ripeto, non discuto sulle singole persone, Duca, Casciari, Fiaschini, Del Maso (quest’ultimo non lo conosco) ma c’è il nodo Orlandi. Anche su di lui non metto in dubbio la persona o le capacità, ma credo che chi si occupa da vent’anni di sanità in una regione piccola come l’Umbria non abbia la spinta propulsiva necessaria per dare nuovo slancio alla sanità regionale in un contesto profondamente cambiato”. E qui Barberini ha fatto degli esempi temporali: “Nel 1996 ero in Albania a fare volontariato, nel ’97 con i terremotati a Colfiorito, nel ’98 con la comunità di Sant’Egidio, poi nel 2005 negli oratori parrocchiali, nel 2007 sono ho iniziato l’esperienza politica con la Margherita, poi con il Pd , poi nel 2010 sono stato eletto consigliere, riconfermato nel 2015 quando sono stato nominato assessore: Orlandi era sempre presente con ruoli direzionali nella sanità. E’ cambiamento questo? Sono nomine “renziane” queste, come qualcuno ha orgogliosamente affermato? A me sembra un commissariamento, soprattutto considerando che ora ha la guida di tutto: sanità, sociale, personale. Credo si potesse fare diversamente”.

 

“Niente lavoro di squadra, decisione già presa”
“Ho sempre creduto nella lealtà – ha detto ancora l’ex assessore – e nel lavoro di squadra, dove la discussione serve per decidere e non è di ostacolo al rispetto delle diverse idee non dove si arriva con la decisione già presa e l’assessore competente al ramo serve solo per la ratifica. Potevo restare in questa situazione?”. Barberini ha anche evidenziato che “in Umbria va costruito un nuovo modello di sanità perché quello di oggi è superato e non riesce più a rispondere più alle esigenze espresse dai cittadini, che sono cambiate perché la nostra comunità è cambiata” e che “serve una nuova politica che ponga davvero al centro i bisogni delle persone”.

Il futuro: dietro le nubi più nere c’è sempre il sereno”
L’ex assessore, non nascondendo una certa emozione, ha anche spiegato cosa farà d’ora in poi: “Oggi pomeriggio andrò a Gualdo Tadino, dove sono sepolti mio nonno e mia madre. Andrò a chiedere scusa a mio nonno, medaglia d’oro perché durante la seconda guerra mondiale trasportava i feriti con l’ambulanza ed è poi stato il primo sindaco della città, perché in questo partito democratico c’è qualcuno che si è permesso di dire che io e altri siamo la rappresentanza più becera e di destra di questo partito, fatto che nessuno si è degnato di contestare ma la storia dice altro. Poi prenderò qualche giorno per me e per la mia famiglia, che in questi mesi ho un po’ trascurato. Rifletterò molto e poi inizierà, anzi continuerà, il percorso in consiglio regionale per dare risposte alla nostra comunità. La politica non è un mestiere per me, il futuro non mi spaventa. Sulla sanità avevamo idee importanti per riorganizzare il modello. Già dal primo marzo ci sarà una proposta di legge per un’unica azienda sanitaria e un’unica azienda ospedaliera, un progetto utile a ottimizzare le risorse, innalzare il livello e la qualità dei servizi sanitari e renderli omogenei in tutto il territorio regionale. Dietro le nubi più nere c’è sempre il sereno, ma la tempesta può durare a lungo”.

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