Omicidio di Laura Livi, il marito Franco Sorgenti rimane in carcere L'uomo è accusato del delitto della moglie. L'omicidio avvenne il 29 ottobre dello scorso anno

TERNI – Rimane in carcere Franco Sorgenti, il pensionato ternano di 67 anni, accusato del delitto della moglie Laura Livi, 36enne. La corte di Cassazione ha rigettato il ricorso con cui i due legali difensori dell’uomo – condannato a 18 anni di reclusione lo scorso luglio per omicidio volontario dal gip Massimo Zanetti – avevano chiesto gli arresti domiciliari presso la Comunità Incontro di Molino Silla di Amelia.

L’omicidio avvenne nella notte tra il 28 e il 29 ottobre dello scorso anno, all’interno dell’appartamento di via Gramsci dove la coppia viveva insieme alle figlie di 3 e di 8 anni. La donna fu uccisa a coltellate fatali all’interno dell’abitazione della coppia in via Gramsci. Dopo il delitto, Franco Sorgenti aveva chiuso a chiave la porta della camera dove le due figlie stavano dormendo, per evitare che potessero imbattersi nel corpo senza vita della mamma ed andato a costituirsi in carcere e lì era stato raggiunto e arrestato dai carabinieri.

La richiesta degli arresti domiciliari da parte dei legali difensori di Sorgenti è stata rigettata dai giudici del Riesame con la seguente motivazione: «la collocazione del Sorgenti agli arresti domiciliari in una Comunità non lontana dal luogo dove le figlie abitano, non tranquillizza affatto circa lo spontaneo adeguamento dell’appellante alle prescrizioni che caratterizzano la misura di cautela domiciliare».

Omicidio di Laura Livi

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