Valle dei Fuochi, arrivano le prime conferme in attesa di sviluppi. Rischio prescrizione per eventuali reati

Ora si fa sul serio. La Procura della Repubblica di Perugia, dopo il sequestro di 255 ettari ricompresi tra i Comuni di Piegaro e Panicale, intende andare fino in fondo, anche se su eventuali reati incombe il rischio prescrizione. Il sequestro di ieri comprende tutto l’ex bacino minerario utilizzato per l’estrazione della lignite da parte dell’Enel di Pietrafitta.

Due pozzi in particolare saranno monitorati e analizzati dai tecnici incaricati dai magistrati di piazza Partigiani. Il prio è nelle vicinanze degli impianti sportivi di Tavernelle, dove è stato riscontrato arsenico in quantità doppia rispetto alla norma. Il secondo pozzo è nella zona dell’ex centrale a lignite, dove sono stati rilevati sforamenti. Ieri i Carabinieri del Noe hanno sequestrato anche il laghetto nero delle Acacie. Altrettanto è avvenuto alla discarica dove sorgono campi di grano e frutteti con massima attenzione ai fossi per verificare eventuale presenza di percolato.

La sensazione è che l’indagine ormai è decollata con gli inquirenti convinti di avere in mano elementi importanti. Potrebbero esserci sviluppi non previsti fino a poco tempo fa.

Nel frattempo tante sono state le reazioni al sequestro di ieri, a cominciare dai due sindaci di Panicale e Piegaro che chiedono tempi stretti “per poter consegnare ai cittadini un quadro completo e trasparente”. Per Andrea Liberati del M5s “finalmente dopo 30 anni, le comunità locali possono scorgere l’alba di un giorno nuovo. Ci giunge notizia del rinvenimento di una montagna di ceneri”. Chiede di “accertare il danno e procedere subito con la bonifica” la deputata di Scelta Civica Adriana Galgano. Il segretario regionale del Pd Leonelli sollecita la convocazione del Consiglio Regionale mentre la Lega Nord parla di “sistema dei rifiuti umbro con molte opacità”. Un fiume in piena destinato a crescere nelle prossime settimane.

Video di Marcello Migliosi

 

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