mercoledì 22 novembre 2017 - aggiornato alle ore 19:19        

Perugia, via al ritiro di Roccaporena. Goretti: “Scelta condivisa, obbiettivo ricompattarci”

Roberto Goretti

Sette sconfitte nelle ultime nove gare. Numeri che definire allarmanti è poco. Per cercare di tamponare una preoccupante emorragia la società ha deciso di mandare la squadra in ritiro, precisamente a Roccaporena di Cascia da oggi a venerdì prossimo. Si cerca di sfruttare anche la cabala: la località in Valnerina portò bene in quanto nel 2013/14 i Grifoni riuscirono a vincere il campionato di Lega Pro. Una categoria in cui bisogna assolutamente fare in modo di non tornarci, onde evitare tutti gli svantaggi che questo può comportare. A fare il punto della situazione è Roberto Goretti, direttore dell’area tecnica, intervistato dal Corriere dell’Umbria.

Si parte da un’importante ammissione di responsabilità: “É un momento complicato, subire 5 sconfitte in 24 giorni è una catastrofe sportiva. Mi prendo tutte le responsabilità del crollo individuale, soprattutto del blocco difensivo, portiere-difesa, che è stata la nostra forza”.

Il dirigente ha poi spiegato la scelta di Breda come sostituto di Giunti: “Abbiamo scelto Breda come uomo e allenatore di grande equilibrio – afferma Goretti -, che potesse proseguire lo stesso progetto tecnico (di Giunti, ndr) ma con la stabilità che mancava, acquisita nelle esperienze difficili da subentrato. Lui deve avere la forza, la calma e la lucidità di lavorare sulla testa e sul campo. I concetti sono simili a prima, l’allenatore chiede più attenzione alla linea difensiva e di migliorare le uscite della squadra in avanti”.

Sul malumore della piazza: “È giusto accettare le critiche, quelle sane non sono giuste ma giustissime. Se svesto i panni del direttore tecnico sono un tifoso arrabbiato, anche se, per come sono fatto, non mi sfogherei mai direttamente con i calciatori”.

Un elemento molto chiacchierato è il presunto dissidio all’interno del gruppo: “Vorrei aprire lo spogliatoio e far vedere da vicino  tutti questi ragazzi a livello umano. Basta con voci e illazioni da persone di basso livello”.

A cosa serve questa tre giorni in Valnerina? “Andiamo in ritiro per ritrovare lo spirito giusto che ci faccia affrontare le tre partite, veramente determinanti, che ci attendono. I giocatori sono professionisti e devono dimostrare che dentro la maglia ci sono qualità morali: coraggio e voglia di vincere, non paura”.

E’ importante almeno per ora mettere da parte i sogni di gloria: “Dobbiamo stare insieme il più possibile per condividere in maniera chiara un obiettivo: la salvezza. Le parole di Bianco mi sono piaciute molto perché apprezzo che guarda in faccia la realtà”.

Infine, considerazioni sul prossimo impegno: “Va affrontata con cattiveria e coraggio. Società e calciatori devono avere la personalità per non continuare a subire la situazione. Tutte le componenti devono restare unite perché questa serie B appartiene a tutti”.

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