Burkina Faso, da ieri un nuovo pozzo d’acqua realizzato da eugubini e tifernati Dopo gli attentati non si ferma l'opera dei volontari umbri

GUBBIO – Continua l’attività della delegazione di umbri in Burkina Faso, con l’associazione onlus L’Impegno. Ieri il gruppo ha inaugurato un pozzo, offerto dalla “Leukos – Spirito di Squadra”, presso un villaggio poverissimo. Il pozzo fornirà acqua potabile alla popolazione e permetterà la coltivazione degli orti e l’abbeveramento degli animali da allevamento. “Grande è stata la partecipazione degli abitanti del villaggio – raccontano i membri della delegazione – che ci hanno accolto con affetto. Erano presenti le autorità locali politiche e religiose nonché il re della zona, Naaba Saonre. Ringraziamo l’associazione Leukos,che ci ha permesso di compiere questo atto di solidarietà”.

Il gruppo è in Africa da qualche giorno e si è temuto per la loro salute dopo gli attentati firmati dal Al Qaeda. In realtà la decina di umbri, tra eugubini e tifernati, si trova a una sessantina di chilometri dalle città prese di mira e girano scortati dalla Gendarmeria dello Stato.

La delegazione umbra sta bene ed è protetta dalla Gendarmeria, che la scorta. Dopo una prima fase di apprensione sulle sorti della decina di umbri nello Stato africano vittima degli attentati terroristici con l’associazione “L’impegno”, le notizie che arrivano sono rassicuranti. I dottori Sbordone e Panata, a capo della delegazione, tra un intervento e l’altro parlano di “sorpresa e sconcerto per quello che è successo in un paese che è sempre stato un esempio di tolleranza e convivenza tra le religioni! Ovviamente un po’ di preoccupazione ma la situazione in questo sperduto ospedale di campagna è tranquilla come sempre! Comunque siamo costantemente controllati e protetti dagli uomini della Gendarmerie”. foto-6Il gruppo, la sera degli attentati, era già a Nanoro, a 60 chilometri dalla capitale, per lavorare alla realizzazione di un reparto dell’ospedale. Nella delegazione il presidente dell’associazione Luigi Panata, il primario di oculistica degli ospedali di Branca e Città di Castello Giovan Battista Sbordone per un totale di una decina di medici. La spedizione quindi procederà come stabilito, con i primi che torneranno il 22 gennaio. Delle delegazione anche Gabriele Salciarini e Simone Cecchini della VisionOttica Salciarini. Oltre poi a Sbordone l’oculista Paola Vastarella, ci sono gli infermieri Mara Ricci, Roberta Roselli, Federica Macini, Angelo Cesari e Maura Piombini insieme a Patrizia Scavizzi e Giovanni Bettelli.

Al gruppo è arrivata la vicinanza e la solidarietà del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta. “Vicinanza e solidarietà per la straordinaria opera umanitaria, di alto valore medico-sociale, che continuano a svolgere, tra l’altro a proprie spese, a sostegno di quelle popolazioni in difficolta’. Tutta l’equipe presente in Burkina Faso, coordinata dal dottor Giovan Battista Sbordone, primario UO di oculistica, composta anche da due infermieri di Città di Castello assieme ad altri colleghi di Napoli, San Sepolcro e Gubbio, continua a prestare la preziosa e fondamentale opera anche in questi concitati e drammatici momenti di terrore rimbalzati dai mezzi di burkina3informazione di tutto il mondo con eloquenti immagini”. Bacchetta sottolinea il “grande senso di abnegazione” di chi, “sotto opportuna protezione delle autorità locali, continua a svolgere gli interventi chirurgici indispensabili per alleviare e risolvere problemi di salute che affliggono quella popolazione” ed evidenzia anche quanto sia davvero commovente quello che sta accadendo in quello zone, “testimonianza concreta del ruolo fondamentale e sinergico che svolgono le associazioni umanitarie e i volontari sul versante medico e sociale”. “Seguiremo con attenzione – conclude Bacchetta – l’evoluzione di questa vicenda facendo sempre sentire il calore, la riconoscenza e l’affetto della nostra comunità all’equipe medica e alle loro famiglie”.

L’associazione intanto si fa sentire sul proprio profilo Facebook. “Le drammatiche vicende delle ultime ore non hanno impedito ai nostri di continuare l’opera a sollievo e sostegno di questa popolazione – scrivono – fra le più povere e emarginate del continente africano. Ringraziamo coloro che ci aiutano in questa impresa e tutte le persone e le istituzioni che in questi giorni di tensione ci sono state vicine, facendoci sentire la loro presenza. Il paese che ci ospita si è fatto garante della nostra incolumità, facendoci scortare e proteggere dalla gerndarmeria e sostenendoci, tramite i fratelli camilliani, di cui siamo ospiti, in tutte le nostre necessità”.

Da quattro anni ormai l’associazione “L’impegno “onlus presieduta dal dottor Panata, medico di famiglia e anima della missione, porta sollievo alla popolazione di questo poverissimo paese effettuando interventi di chirurgia oculare tra i più disparati su giovani ed anziani. Gli interventi burkinavengono effettuati da quest’anno nelle nuove sale operatorie costruite grazie ai fondi raccolti dalla associazione l’impegno. L’associazione si occupa anche della costruzione di pozzi, adozioni a distanza e progetti per lo sviluppo ed aiuto e sostentamento ai più bisognosi.

 

 

 

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