L’associazione Ma.Pi.Ca. aderisce alla campagna “Nessuna violenza dentro casa”

PERUGIA – Ma.pi.ca. Umbria, affiliata ENAC – Ente Nazionale Attività Culturali, ha aderito alla campagna di sensibilizzazione, “Nessuna Violenza Dentro Casa”,

Scopo del progetto, lanciato su tutto il territorio nazionale da ENAC e CSIN Onlus, è quello di uniformare le attività tra i diversi centri antiviolenza fornendo delle procedure standard da adottare nella fase di ricezione delle vittime e della gestione successiva. A monte c’è un’attività formativa molto rigorosa per gli operatori dei centri, i professionisti che vi collaborano e le stesse forze dell’ordine.

Le fasi in cui si snoda il progetto sono le seguenti:

1) Acquisizione della richiesta di aiuto: può pervenire da fonti dirette (sia pubbliche che private) e da contatto telefonico tramite numero verde o mail. Nel caso di contatto tramite numero verde, gli operatori devono essere formati per essere in grado di gestire la chiamata e la situazione di pericolo imminente e grave che la vittima può prospettare.

2) Compilazione scheda di presa in carico: l’operatore che acquisisce la richiesta di aiuto deve compilare una scheda della vittima con i dati anagrafici, la residenza, i recapiti telefonici e la mail e l’oggetto della richiesta. Questa scheda viene inviata al responsabile che, a sua volta, la inoltra al responsabile dell’Ufficio Legale ed al responsabile degli psicoterapeuti e criminologi del centro antiviolenza al fine di prendere un primo contatto con la vittima.

3) 1° colloquio con la vittima: viene effettuato dal responsabile del centro con il responsabile dell’Ufficio Legale e degli psicoterapeuti. Viene effettuato un colloquio teso ad individuare la reale portata della forma di persecuzione cui è stata oggetto la vittima.

4) Presa in carico del caso e gestione del medesimo: una volta effettuato il colloquio con la vittima e stabilito la portata della forma di persecuzione subita, tramite un diagramma diossologico e degli appositi test diagnostici, viene preso in carico il caso in modalità interdisciplinare e multidisciplinare. La vittima viene effettua dei percorsi personalizzati di recupero dal trauma subito, dal momento del suo ingresso fino al superamento di tutta l’eventuale fase processuale con i legali del centro antiviolenza.

5) Formazione: gli operatori del centro, i professionisti che vi collaborano ed i responsabili necessitano di una formazione di base solida sulla scienza delle persecuzioni (diossologia) nonché sulla gestione, organizzazione e sulle procedure standardizzate da attuare e le linee guida necessarie per uno sportello sociale multidisciplinare per la gestione delle richieste di aiuto.

La necessità di creare un coordinamento nazionale dei centri antiviolenza da mettere in rete a disposizione degli utenti e delle forze dell’ordine è dovuta alla circostanza che molti di questi centri che hanno aderito, pur essendo molto attivi e presenti sul territorio, non riescono ad emergere per politiche di decenni volte a privilegiare strutture più mediatiche che realmente operative.

A breve Ma.pi.ca Umbria organizzerà sul territorio di Perugia un convegno per promuovere il la campagna “Nessuna Violenza Dentro Casa” in provincia e puntare all’apertura di uno sportello sul territorio.

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