giovedì 23 novembre 2017 - aggiornato alle ore 17:33        

Marsciano, due nuovi mezzi per le Caritas finanziati dalla Fondazione Carisp

marsciano centro storico

MARSCIANO – Il Comune di Marsciano, in qualità di capofila della Zona sociale n. 4 della Media Valle del Tevere, provvederà ad acquistare due automezzi nuovi, un Fiat Doblò 1.4. E6 Natural Power Metano e una Fiat Panda Natural Power Metano Easy E6, da assegnare in comodato d’uso gratuito, rispettivamente alla Caritas Betlemme ONLUS di Marsciano, facente parte della Diocesi di Perugia – Città della Pieve, e alla Caritas diocesana di Todi – Orvieto.

L’intervento, che rientra nel quadro della programmazione di azioni di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale e di sostegno all’inclusione sociale attiva delle persone “fragili”, è stato interamente finanziato, per 30mila euro, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, a seguito di una richiesta presentata dal Comune di Marsciano.

I due mezzi saranno gestiti dalle due Caritas per il trasporto sociale, per il sostegno all’attività della spesa alimentare e per iniziative di contrasto all’esclusione sociale.

“Con l’acquisto di questi mezzi – spiega l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Marsciano Valentina Bonomi –, per il quale ringrazio la Fondazione Cassa di Risparmio che ha accolto l’istanza di finanziamento presentata dal Comune di Marsciano, andiamo a sostenere un importante lavoro che sul territorio portano avanti le Caritas, che garantiscono servizi alle persone e alle famiglie economicamente disagiate, come ad esempio la gestione degli empori solidali, contrastando i fenomeni di emarginazione ed esclusione sociale. Queste azioni si inseriscono in una programmazione più ampia e articolata che negli ultimi anni vede la Zona Sociale n. 4 impegnata a promuovere concretamente il passaggio da una politica di solo assistenzialismo ad una politica di inclusione sociale attiva, con il cittadino attivamente coinvolto in progetti e interventi volti al superamento della condizione di povertà e di esclusione sociale, anche attraverso l’inserimento lavorativo e la sua attivazione all’interno della rete sociale”.

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