UmbriaEnsemble, torna concerti all’Alba

PERUGIA – Si apre con un omaggio a Leonard Bernstein l’edizione 2018 de “I Concerti dell’Alba” la fortunata rassegna musicale ideata da UmbriaEnsemble che, giunta ormai alla sua terza edizione, registra quest’anno un’importante novità: i Concerti dell’Alba infatti raddoppiano e oltre che dai Giardini Carducci di Perugia – realizzati con il contributo del Comune di Perugia, Assessorato alla Cultura – celebrano in Musica il sorgere del sole anche dagli spalti della Rocca Albornoziana di Spoleto, grazie alla collaborazione con il Comune di Spoleto, Assessorato alla Cultura. La peculiarità della rassegna di UmbriaEnsemble, ed insieme la chiave del suo successo, risiede senz’altro nel fascino del sublime contesto naturalistico e monumentale in cui si tengono i Concerti; ma anche, e soprattutto, nella scelta di repertori musicali originali, ragionati e coerenti ma anche piacevolmente fruibili e stimolanti. Come dire: portare la Musica d’arte fuori dalle Sale da concerto.

Così l’ ”Omaggio a Bernstein” che inaugura la rassegna nel segno di un anniversario importante: il centenario della nascita del grande “Lenny”, genio eclettico della Musica Classica da lui modulata nelle più vitali e contemporanee declinazioni grazie alle contaminazioni con i generi – allora ritenuti dal mondo accademico più “lontani”, quando non inferiori – del jazz e del pop.

Un programma, quello scelto da UmbriaEnsemble, che guida il pubblico all’ascolto delle opere di Bernstein nel contesto dell’epoca in cui videro la luce, gli anni, cioè, a cavallo della Seconda Guerra mondiale, anni tanto decisivi per i futuri sviluppi della cultura internazionale. Apre suggestivamente il Concerto, nei primi istanti in cui la luce del sole si fa largo tra le tenebre della notte, l’Adagio op.11 di Samuel Barber, compositore americano che con Bernstein ha condiviso il percorso di studi e, in parte, professionale; Bernstein, infatti, tra i più grandi direttori di tutti i tempi, ha diretto ed inciso molte delle opere di Barber. Segue la “Sonata”, scritta da Bernstein nel 1942, che reca nella melodia iniziale un tema di Hindemith e l’influenza generale di Copland, a testimoniare la sensibilità e l’apertura di Bernstein verso la vita musicale a lui contemporanea.

Un salto nel passato con le “Antiche Arie e Danze per liuto” di Ottorino Respighi – raffinata operazione di rilettura di eleganti danze rinascimentali italiane – opera datata 1936, lo stesso anno, cioè, dell’Adagio di Barber improntato, tuttavia, a ben altra sensibilità. Qualcosa di più di una coincidenza: piuttosto il segno caratteristico di un secolo, il Novecento, che della contraddizione, della pluralità e della contaminazione ha fatto la sua cifra distintiva. Contaminazione magistralmente interpretata nel capolavoro di Bernstein, “West Side Story” la cui Suite approntata per l’occasione per un organico di Clarinetto e Quartetto d’Archi da Valter Sivilotti per Claudio Mansutti ed UmbriaEnsemble, conclude felicemente il programma da Concerto. Quando il sole, già splendente, avrà vinto anche l’ultima ombra della notte.

 

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