Massimiliano Santopadre: “La società c’è, credete in noi!”

PERUGIA – (di Enrico Fanelli) Ottenere risultati magari inferiori a quelli preventivati non deve essere facile per chi, da cinque anni, si dedica anima e corpo a una creatura da sempre sacra per lo sportivo perugino. L’inizio del 2016 per il Perugia non sembra essere iniziato certo sotto una buona stella, con due sconfitte consecutive forse inattese (specie quella di Como) e infortuni in serie, alcuni dei quali non di poco conto vedi Vittorio Parigini, altri meno, come ad esempio Del Prete e Guberti, retaggio del mini ritiro invernale di Milano Marittima. A molti, in una situazione del genere, verrebbe voglia di imprecare e forse lasciar perdere tutto, ma non certo a lui, Massimiliano Santopadre, che nell’ennesimo momento delicato di una stagione più complicata del previsto pensa bene di sfoderare la tempra del combattente, cercando anche di trasferirla ad una piazza, o almeno una parte di essa, che sembrerebbe dimessa dopo gli ultimi risultati negativi. Ma se a piegare il numero uno biancorosso non sono bastati nemmeno due campionati persi ai playoff, figuriamoci se basta un’annata in cui, nonostante tutto, la squadra è ad un punto dai playoff e ha ottenuto nel girone di andata (con una partita in meno prima della sosta, occorre sottolineare) un punto in più rispetto alla passata stagione. Santopadre, nel suo ufficio della sede della società, ha spaziato su diversi temi, ad iniziare dal nuovo arrivo, Rolando Bianchi, che ha subito ben impressionato.

Presidente, gran bell’arrivo quello di Rolando Bianchi…

Certamente, avevamo bisogno di completare il reparto e direi che ci siamo riusciti. Sulla piazza era il migliore attaccante in circolazione. In allenamento l’ho visto veramente bene; oltre ad aver segnato tre gol ha dimostrato di essere una bestia. L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso è il poco entusiasmo nell’accoglierlo. Non dimentichiamoci che questo è un giocatore dal curriculum che non devo essere certo essere io ad illustrare…

L’infortunio di Parigini non ci voleva proprio. Pensa che arriverà qualcuno in sua sostituzione?

Non credo che arriverà un altro esterno. Rientrerà perché è un ’96 e la sua età gli consentirebbe un recupero più rapido. Credo che da qui a cinquanta giorni lo rivedremo in campo. Ma tranquilli che ad uno, forse due centrocampisti, arriveremo di sicuro.

La nota lieta dell’ultima seduta di allenamento è stata sicuramente Salifu. Pensa possa tornare a dare un contributo valido alla causa?

Sicuramente mi ha fatto piacere che abbia svolto l’intera la seduta, l’ho visto in buonissima forma. Adesso è in gruppo e spetterà naturalmente all’allenatore decidere su un suo eventuale impiego.

Passiamo ai giocatori che da poco hanno lasciato la maglia biancorossa, ad esempio Lanzafame. Il Perugia se lo ritroverà da avversario visto il suo approdo al Novara.

Intanto posso dire che siamo felici di aver rimesso in pista un ragazzo che aveva completamente perso il suo appeal dopo le note vicende che lo hanno coinvolto. Era praticamente scomparso dal panorama calcistico nazionale ed internazionale. Credo che qualcuno, anziché odiarci, dovrà di certo ringraziarci. Per Davide è stato difficile trovare ad un certo punto una collocazione in campo, anche il mister era in difficoltà. Così è scivolato ai margini del progetto ed ha preferito cambiare aria. Gli dico arrivederci e gli auguro le migliori fortune.

Veniamo alle dolenti note. Cosa ha provato al fischio finale della partita di martedì scorso?

Ero sicuramente deluso ed amareggiato, per i ragazzi, per Bisoli che dà sempre tutto se stesso per la squadra, ma soprattutto per i ragazzi della Nord, che ci stanno sempre dietro. Siamo consapevoli che possiamo fare di più, ma la delusione per un nono posto la trovo francamente eccessiva. Noto un ambiente abbattuto e posso anche comprenderlo, visto che otto sconfitte sono tante ma abbiamo un punto in più rispetto allo scorso anno. Mi sembra che qualcosa di positivo abbiamo comunque fatto. Serve fortuna e convinzione nei nostri mezzi.

Alle critiche sul mercato portato avanti finora come si sente di rispondere?

Dico che prima di criticare sia opportuno aspettare il 31 gennaio. Abbiate calma e gesso. L’obbiettivo principale è il riequilibrio economico, poi tutto il resto. Il vero mercato inizia il 28: lavoriamo, ci siamo e agiamo in silenzio.

Quante possibilità ci sono di arrivare ai nomi che circolano sui giornali?

Dico la verità, è molto dura. Per quanto riguarda Molina Foschi ce l’ha un po’ con Bisoli, mentre Bolzoni attende una chiamata dalla serie A. Cerchiamo giocatori convinti di sposare il progetto. Ma state tranquilli che uno, forse due centrocampisti, sicuramente li prendiamo.

Torniamo ora a parlare di calcio giocato: domenica arriva il Pescara, squadra tra le più in forma del campionato.

E’ una compagine forte, e per quanto mi riguarda la considero la vera corazzata della B. Oddo si è dimostrato un allenatore capace mentre il presidente Sebastiani sta facendo da molti anni cose straordinarie. Noi dobbiamo solo pensare a fare la nostra partita senza pensare a quello che accade dietro.

Ma, discorsi a parte, come si sente oggi Massimiliano Santopadre?

Sono sereno e tranquillo. Spero che la gente continui a credermi. Se non dovesse succedere mi dispiacerebbe, perché si vede che starei perdendo credibilità mentre invece penso di essere rimasto sempre lo stesso. Di andare avanti ho sempre più voglia e vorrei che le mie parole fossero autentiche. Diversa gente sembra si sia assuefatta al sottoscritto e questo per la squadra può essere dannoso. Posso dire che stiamo lavorando per ricompattare l’ambiente perché quando si perde in casa è sempre una mazzata. In questo momento tutti hanno in bocca quel che sta facendo il Crotone; il direttore sportivo, che conosco ed è bravissimo, è lo stesso che ci ha preso lo scorso anno Rabusic. Sono stati fortunati ad aver preso, dopo nove anni di B, l’annata in cui tutto si incastra; se la società è sana vai in serie A sennò non ci riesci nemmeno in questa circostanza.

Per concludere, si sente di lanciare qualche messaggio alla piazza?

Niente di particolare. Vorrei soltanto dire che la società c’è e sta lavorando. E naturalmente di credere ancora in noi.

Risultati alla mano, i tifosi biancorossi possono di certo essere fiduciosi. Lo dicono i fatti. Quando la squadra era in difficoltà, ha sempre reagito e bene. Basti pensare a due anni fa, quando la vittoria del campionato di Lega Pro sembrava saldamente nelle mani del Frosinone, e alla passata stagione, quando un gruppo di giocatori che sembrava allo sbando (e stiamo parlando ironia della sorte di questo periodo) è riuscito ad operare una portentosa rimonta e centrare i playoff al primo anno in cadetteria (considerando il girone di ritorno il Grifo sarebbe primo in classifica). E se valesse il famoso proverbio? La parola naturalmente passa al rettangolo verde.

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