Regione, la mostra “Le regie poste a Palazzo Cesaroni” prorogata fino al 22 settembre

PERUGIA – La mostra ‘Le Regie Poste a Palazzo Cesaroni’,  inaugurata lo scorso mese di marzo nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Umbria è stata prorogata fino al 22 settembre e sarà visitabile con il seguente orario: 9 alle 19,30 dal lunedì al venerdì, 9-13 il sabato. L’iniziativa è curata da Maria Luisa Martella, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, dell’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con lo Studio Moretti-Caselli.

“Dopo aver acceso i riflettori su un periodo storico poco noto della storia di Perugia  – ricomponendo tasselli importanti nell’evoluzione della città tra Ottocento e Novecento spiega la curatrice – la mostra Le Regie Poste a Palazzo Cesaroni è stata prorogata fino al 22 settembre. L’esposizione ha riscosso un positivo riscontro della critica e un grande interesse da parte delle prestigiose associazioni culturali (fra cui Unitre, Club Unesco, Famiglia Perugina, Circoli universitari, Fidapa) e del territorio che, numerose, hanno richiesto la visita alla mostra e al Palazzo, incuriositi dagli aspetti inediti della vicenda e dei suoi protagonisti, ma anche dall’intricata storia costruttiva del prestigioso Palazzo destinato a ospitare prima le Regie Poste e successivamente, nel 1903, il lussuoso Palace Hotel”.

Gli uffici perugini delle Regie Poste ebbero sede a Palazzo Cesaroni dal 1901 al 1916, nello splendido edificio che l’architetto Calderini aveva progettato per il ricco imprenditore Ferdinando Cesaroni. Di quel periodo, quasi completamente dimenticato, sono rimaste pochissime tracce, recuperate e
ricomposte attraverso una approfondita ricerca dalla curatrice della mostra, Maria Luisa Martella.

“Grazie all’importante equipe di professionisti che l’imprenditore era riuscito a radunare per il compimento della sua impresa principesca – aggiunge Martella -, il cantiere del palazzo Cesaroni, tra la fine Ottocento e gli inizi del Novecento, aveva assunto le sembianze di un vero e proprio palcoscenico nel quale si esibirono i più aggiornati artisti che Perugia aveva saputo esprimere come Annibale Brugnoli, autore della decorazione dello scalone e del salone di lettura e Domenico Bruschi, alto interprete
dell’elegante stile Art Nouveau. Da questa ribalta luminosa ha preso forma la vicenda ricostruita in questa mostra e nel catalogo (Futura Edizioni) che vede in scena tre protagonisti del panorama culturale del tempo: Guglielmo Calderini, Ferdinando Cesaroni e Francesco Moretti, impegnati nella
realizzazione della grande impresa dei nuovi uffici delle Regie Poste. A Moretti, maestro del vetro noto in tutta Italia, era stata commissionata una grande vetrata artistica per la copertura del salone dei nuovi uffici postali, ma l’impresa non venne mai portata a termine e il nome dell’artista non poté brillare tra quelli dei grandi che contribuirono all’abbellimento del sontuoso e imponente edificio che ancor oggi svetta sull’acropoli perugina. Un ritardo nella consegna dell’opera da parte di Moretti rese infatti irremovibile Cesaroni, che non esitò a revocare l’incarico senza ammettere repliche né intercessioni di alcuno, decretando così l’amaro epilogo di una committenza svanita per l’affermato artista”.

La mostra, nata dall’idea di voler riportare all’interno di Palazzo Cesaroni le tracce giunte fino a noi di una parte di quell’impresa rimasta sepolta nelle polveri del tempo, presenta bozzetti e prove di vetri
realizzati da Moretti e mai posti in opera, accompagnati dal carteggio relativo al lavoro tra l’artista, l’architetto Calderini e l’illuminato imprenditore. Sono tornati così alla luce molti aspetti sconosciuti di
questa vicenda, a cominciare dall’esatta ubicazione del salone delle Regie Poste, a cui si accedeva dal grande portone di via Baglioni.

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