Foligno, chiesa di Fuksas al freddo, il vescovo: “La diocesi si farà carico della spesa e la sistemerà” Dopo settimane di polemiche, interviene monsignor Sigismondi

FOLIGNO – La diocesi di Foligno sistemerà la chiesa-cubo di Fuksas, facendosi carico delle spese necessarie a riscaldare più e meglio la struttura. Lo ha detto il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, intervenendo sulla questione dopo settimane di polemiche. Il presule ha detto la sua in un’intervista a Radio Gente Umbra, l’emittente radiofonica della diocesi, realizzata dal direttore Alberto Scattolini e in onda il 24 gennaio alle 10.40, ma anticipata nei contenuti dal sito Rgunotizie.it.
Monsignor Sigismondi ha parlato di vari argomenti e non si è sottratto a una domanda sulla chiesa disegnata dal celebre architetto Massimiliano Fuksas, finita alla ribalta delle cronache nazionali per il freddo che si registra al suo interno, cosa che ha portato fedeli e parroci e clamorose azioni di protesta.
chiesa-fuksas
“Anzitutto – ha detto il vescovo – voglio rendere grazie al Signore perché chi mi ha preceduto ha avuto l’intuizione di costruire una chiesa. La Cei poi ha voluto che a firmarla fosse un grande architetto. Lo conosciamo ed ho avuto modo di incontrarlo. Ricordo le lacrime nel giorno della Dedicazione, quando anche lui ha sperimentato che la liturgia ha una sua architettura. Questa chiesa presenta delle difficoltà, come qualsiasi chiesa antica e moderna. La criticità del freddo la stiamo affrontando con nuove soluzioni. Non sono mai voluto entrare nell’arena mediatica perché mi piace scendere in campo con iniziative concrete. La diocesi – ha sottolineato monsignor Sigismondi – si farà carico della spesa che comporta una nuova sistemazione per tentare di riscaldarla un po’ più e un po’ meglio. Per poter risolvere questo problema ci sono delle difficoltà a livello strutturale ed altre legate al fatto che, essendo firmata da un grande architetto, prima di fare delle modifiche bisogna avere il suo consenso. Cosa che non possiamo né presupporre né pretendere. La partecipazione della diocesi c’è tutta. Riconosciamo l’importanza di questo edificio, sopratutto quello che significa a livello pastorale, attorno al quale si concentrano diverse comunità parrocchiali. Vanno quindi sostenuti i parroci a continuare l’opera che da anni stanno portando avanti. Né il freddo né il caldo ci impediranno di scrivere una pagina bella di vita pastorale”.

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