DIS…CORSIVO. RISCATTANDO L’ITALIA

NOSTRADAMUS di Maurizio Terzetti / Perché non è venuto in mente agli organizzatori ternani di “Scattando l’Italia” l’inserimento di un piccolo capitolo dedicato a momenti e inquadrature della campagna elettorale che confluisce – il 31 maggio – nella stessa giornata in cui essi organizzano a Terni una grande kermesse fotografica e spettacolare?

D’accordo, non sarà stata una grande campagna elettorale quella per le regionali che si sta concludendo, ma quanta Italia comunale, regionale e anche ancora provinciale si è messa in posa, nell’ultimo mese, per un incontro in piazza, un meeting al chiuso, con o senza offerta enogastronomica? Quanti candidati hanno avuto smorfie e gesti che solo il backstage può cogliere e mettere in mostra? Un’associazione come “Scattando l’Italia”, nata amatorialmente e sviluppatasi su molti livelli, fino al professionismo, aveva la capillarità giusta per raffigurarci alcune facce di quest’Umbria che non vedremo mai più così, così tanto legata ai suoi borghi e ai suoi monumenti dietro ai candidati, così tanto “immagine” da far scomparire le parole, le tante parole gettate al vento durante la campagna elettorale. Bella la fotografia, che toglie la voce al profluvio di sciocchezze e di promesse di cui è inevitabilmente fatta una campagna elettorale. Bella la fotografia, priva di colonna sonora, riscatto di quella gente e di quei paesaggi che si sentono preda dei candidati. Bella la fotografia, silenziosa come una cabina elettorale, dalla quale non esce alcun rumore e, per la quale, solo la fantasia può immaginare cosa succede là dentro. Bella la fotografia che crede di fermare qualcosa del reale e, invece, si scopre più dinamica del ritmo lento e sonnacchioso dei protagonisti di una campagna elettorale. Bella la fotografia, quel bel défilé che non ha uguali nel corteggio di modelle alle quali si dedicano inquadrature mozzafiato. Bella la fotografia col défilé di candidati belli e brutti, irrisi e venerati. Bella la fotografia, se solo potesse comunicarci tutto questo e invece, come accade a Terni, il 31 maggio prossimo, non l’ha fatto. Nel suo sito, Marco Palazzo, l’inventore di “Scattando l’Italia”, ha messo in bella vista una citazione di Daniel Pennac: “Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare”. Cioè, in qualche modo, di riscattare, oltre che di scattare. Lo prendiamo come l’augurio di poter avere dopo il 31 maggio, dagli amici fotografi di Terni, quell’affresco di umanità al voto che oggi non abbiamo avuto.

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