Ast, restano i nodi su licenziamenti e salari, altri due incontri per trovare un’intesa

Licenziamenti e salari, ma anche la questione delle ditte terze. Sono questi nodi intorno ai quali la vertenza dell’Ast si è avvitata nella tarda serata di ieri facendo registrare l’ennesimo stallo. Nonostante gli iniziali segnali di disponibilità, nel corso del confronto l’amministratore delegato Lucia Morselli ha manifestato di nuovo una chiusura.

I sindacati hanno chiesto che la mobilità sia solo volontaria. La Morselli, dopo 14 ore di confronto, ha preso tempo per verificare ulteriori disponibilità volontarie all’uscita incentivata. Gli esuberi dovrebbero essere tra gli 80 e i 60 da “smaltire” con il bonus degli 80mila euro, come vorrebbero i sindacati. Per i rappresentanti dei lavoratori ci sono le condizioni per proseguire il confronto sul piano industriale, salari e clausola sociale, ma il lavoro per arrivare all’eventuale intesa è ancora lungo come lascia intendere il calendario dei prossimi appuntamenti: il tavolo al Mise è stato aggiornato a domani mattina alle 9.30, ma è stata già una nuova riunione per martedì alle 15.

“Su Ast – dice oggi il leader della Fiom, Maurizio Landini – abbiamo lavorato fino a questa mattina. Non è stato ancora possibile trovare un accordo. Rimangono ancora delle distanze nonostante alcuni passi avanti ma soprattutto l’azienda vorrebbe che noi firmassimo licenziamenti e questa cosa non esiste, né alla Thyssen né da nessun’altra parte li firmeremo mai. C’e ancora -ha continuato Landini – l’idea di abbassare i salari. Non abbiamo intenzione di firmare cose di questa natura, proseguirà la trattativa e prosegue anche la mobilitazione dei lavoratori”. A tal proposito la Rsu di Ast – fanno sapere le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl – si impegna a elaborare un nuovo programma di scioperi finalizzato a portare avanti le iniziative di lotta in corso.

Sul fronte dell’indotto, ieri è stato sollevato il caso della Ilserv. La Morselli ha confermato che è in corso una trattativa tra la Thyssen e la Harsco, l’azionista di maggioranza della società. Con tutta probabilità già nel tavolo di domani si dovrebbe sapere qualche dettaglio in più della trattativa che si sta conducendo ad Essen.

Un pensiero riguardo “Ast, restano i nodi su licenziamenti e salari, altri due incontri per trovare un’intesa

  • Nov 27, 2014 in 19:03
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    RENZI,DATTI DA FARE ,STANNO DISTRUGGENDO A POCO A POCO L’ACCIAIERIA.
    UN PEZZO PER VOLTA LA STANNO SMANTELLANDO.
    RICORDATEVI CHE TERNI HA VISSUTO SEMPRE CON QUESTO STABILIMENTO,CON LE MIGLIAIA DI OPERAI,CON LA DITTE AD ESSO COLLEGATE E TUTTO L’INDOTTO COMMERCIALE.
    IN PRATICA 80& DELLE FAMIGLIE DI TERNI HA SEMPRE VISSUTO CON LA TERNI.
    SE CI PORTANO VIA ANCHE QUELLO RIMASTO E CI STANNO PROVANDO,NON SOLO CHIUDE LA TERNI ,CHIUDE TERNI.
    RENZI RICORDATI QUELLO CHE DICESTI UN PO DI TEMPO FA,TERNI E STRATEGICA.
    BENE LA SORTE ATTUALE E FUTURA SI DECIDE IN EUROPA A BRUXELLES O STRASBURGO,NON A ROMA.DATTI DA FARE.

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