Ast, terminato l’incontro al Mise, forse giovedì la firma dell’intesa

Sindacati e Governo hanno trovato l’intesa circa la necessità di mantenere l’attuale assetto produttivo dei due forni. Per questo il ministro Guidi ha chiesto all’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, di togliere la pregiudiziale dei 24 mesi.

L’incontro di oggi al Mise non ha prodotto l’accordo ma sicuramente è servito a fare dei passi avanti nella vertenza. In particolare sono stati forniti dei chiarimenti che dovranno essere approfonditi prima della prossima riunione fissata per martedì. In mezzo, però, c’è un altro incontro altrettanto importante: lunedì a Monaco i sindacati incontreranno il board di Thyssenkrupp a cui ribadiranno le proprie condizioni per giungere a un’eventuale intesa che potrebbe essere siglata nella giornata di giovedì.

Lo stato del negoziato sarà comunque valutato dalle assemblee dei lavoratori in programma per mercoledì prossimo. Intanto lo sciopero prosegue.

Intanto la presidente della Regione, Catiuscia Marini, e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo presenti al tavolo ritengono: “Importante che oggi il Governo abbia assunto la questione centrale posta dalle organizzazioni sindacali, e condivisa dalle istituzioni locali, del mantenimento in attività dei due forni, dei relativi volumi produttivi mantenendone la loro continuità per tutti e quattro gli anni di durata del piano industriale ed integrità del sito”.

Per Marini e Di Girolamo “Altrettanto importante è il fatto che si sia riavviato il negoziato tra le parti, entrando nel merito dei contenuti del piano illustrato lo scorso martedì dall’azienda”.

“Per le istituzioni locali – hanno aggiunto – è fondamentale raccogliere la sfida di mantenere in attività i due forni e quindi di favorire la relativa organizzazione e del lavoro  volta ad assicurare almeno un milione di tonnellate fuso all’anno. Come istituzioni locali riteniamo fondamentale che si giunga ad una positiva conclusione della vertenza e che al tempo stesso – hanno concluso Marini e Di Girolamo – si determinino le condizioni per garantire al sito adeguate prospettive industriali”.

Cronaca dell’incontro

Nuovo faccia  a faccia al Mise sulla vertenza Ast. Una riunione inizialmente riservata al ministro Guidi e all’amministratore delegato, Lucia Morselli, poi allargata, ieri sera, ai sindacati. L’obiettivo comune è di arrivare a stringere un accordo ma le organizzazioni sindacali avvertono “Non firmeremo accordi al ribasso. La priorità è la continuità dello stabilimento”. Ma dal tavolo di oggi si attendono le prime concrete risposte. In questo senso pare che oggi il Governo metterà sul tavolo della trattativa i 10 milioni per i costi dell’energia. Un aiuto all’azienda che era stato annunciato da mesi e che dovrebbe trovare concretezza nella riunione di questa mattina.

Ore 10: “Anche il Governo ritiene che non si possa fare un piano con un forno che resta aperto solo per 18 mesi, su questo siamo tutti d’accordo”. Lo ha detto il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini all’ingresso del ministero dello Sviluppo economico, dove sta per iniziare il tavolo sull’acciaieria. Secondo Ghini, infatti, “occorre mantenere accesso il secondo forno e non si può rimandare la decisione su questo tra un anno e mezzo o due. Serve capire ora cosa succederà”.  Ghini sottolinea come la chiusura di un forno comporterebbe una perdita di “650 mila tonnellate di capacità produttiva” con conseguenze anche sul personale. Ghini ricorda infine che il tavolo di oggi anticipa l’incontro fissato per lunedì a Monaco con la Thyssen  e soprattutto quello di martedì, che si terrà nuovamente al Mise.

Ore 10.10: Per il segretario nazionale della Fiom, Rosario Rappa, gli scenari che si aprono oggi sono due: o si continua ad oltranza con la trattativa per arrivare ad un accordo o, in assenza di risposte si intensificano le forme di lotta. “Oggi – dice Rappa prima di entrare al Mise – Dovremmo avere delle risposte sul mantenimento di entrambi i forni per la durata del piano quadriennale, con una capacità produttiva minima di un milione di tonnellate di acciaio fuso e l’estensione dell’attività commerciale anche al Mediterraneo”. Definito il volume minimo di produzione si passerebbe a individuare l’organico “trattando eventuali esuberi in modo non traumatico, con la mobilità incentivata e i contratti di solidarietà”. Per Rappa “occorre comunque escludere la possibilità di licenziamenti coatti, riducendo le esuberanze a 100 unità, dalle circa 150 ora indicate, per poi gestirle – ribadisce – in modo non traumatico”.

Ore 10.40: E’ in corso la riunione al Mise, dopo un avvio su tavoli separati, il ministro Guidi convoca le parti in seduta plenaria. La rappresentante del Governo con tutta probabilità formalizzerà l’impegno del Governo verso Ast sui costi dell’energia. L’esecutivo metterà in campo 10 milioni di euro.

Ore 11.20: Sta parlando l’amministratore delegato, Lucia Morselli.

Ore 12.30: Un incontro propedeutico alla firma dell’intesa. Il tavolo al Mise quasi certamente non si concluderà con la firma dell’accordo. L’intesa se ci sarà, verrà firmata non prima di giovedì. E’ questo l’andamento dovrebbe prendere la trattativa. Ad anticipare un po’ le mosse è stato il segretario della Uil, Ghini, che prima dell’inizio dell’incontro ha definito una sorta di cronoprogramma ricordando che il tavolo di oggi anticipa l’incontro fissato per lunedì a Monaco con la Thyssen  e soprattutto quello di martedì, che si terrà nuovamente al Mise. Mercoledì ci sarà l’assemblea con i lavoratori e poi di nuovo giovedì al ministero per la firma, forse.

Ore 13: è terminato l’incontro al Mise. Le parti si aggiornano a martedì. Intanto il portavoce del ministro Guidi su Twitter parla di “Clima più disteso oggi tra azienda e sindacati con il ministro Guidi. Nuova riunione martedì”.

Ore 13.30: La nota delle organizzazioni sindacali: “L’incontro di oggi al Ministero dello Sviluppo economico, ha affrontato i nodi sulla parte industriale del Piano ed ha prodotto chiarimenti su alcuni punti che dovranno essere ulteriormente approfonditi e confermati martedì 18 novembre.

Dal confronto è emersa una posizione convergente del Governo e delle Organizzazioni sindacali sul mantenimento dell’attuale assetto produttivo dei due forni. Per questa ragione il Governo ha chiesto all’Ast di togliere la pregiudiziale dei 24 mesi.

Nell’incontro di Monaco previsto per lunedì, le Organizzazioni sindacali, ribadiranno alla rappresentanza del board di ThyssenKrupp, le condizioni da realizzare per consentire il raggiungimento di una eventuale intesa. Successivamente all’incontro di martedì si terranno le assemblee per valutare lo stato del negoziato”.

Ore 14: La nota del Ministero: “L’incontro appena terminato sulla vertenza Ast vede “il consenso a proseguire il confronto nella
prossima riunione convocata per martedì. Sulla base del confronto odierno e dei colloqui che proseguiranno nelle prossime ore il Governo auspica che il tavolo di martedì possa rappresentare un significativo passo in avanti per il futuro industriale dell’impianto”.

Ore 16: La nota dell’Ast: “L’’incontro di oggi si è svolto in un clima positivo, commenta Acciai Speciali Terni, con la discussione di alcuni specifici punti del piano industriale già presentato nelle precedenti occasioni. L’’azienda si rammarica del fatto che non si siano però discusse le condizioni per tornare a garantire il funzionamento dell’’Acciaieria.

Ast rispetta il diritto di sciopero ma rileva che l’’azienda è ormai chiusa da molti giorni e osserva che il piano industriale, sin dall’’origine, era stato predisposto sulla base di condizioni diverse di operatività del sito.

La situazione attuale va a scapito di Ast, dell’indotto e dei lavoratori. A tal proposito, occorre ricordare che il pagamento degli stipendi di novembre richiederà il lavoro di alcune settimane da parte del personale dell’’amministrazione, a partire dal suo rientro al lavoro.

Ast conferma la sua partecipazione all’’incontro programmato per il prossimo 18 novembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico e si augura che l’’operatività dell’’azienda possa riprendere quanto prima nell’’interesse di tutti”.

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