Batosta per l’Università per Stranieri: perdite per 800 mila euro

PERUGIA – L’Università per Stranieri continua a perdere appeal sia per gli studenti italiani che stranieri e non riesce più ad esprimere al massimo le sue potenzialità. Sono del resto i dati a consacrare questa fase di difficoltà del secondo Ateneo perugino, tanto che per chiudere il bilancio 2018, la Stranieri dovrà spendere 800mila euro dei 2 milioni di risparmi che era riuscita ad accantonare negli ultimi due anni. Il motivo primario di tale situazione critica è attribuibile alla perdita di iscritti ai corsi di lingua e cultura italiana. Per quanto riguarda invece i corsi di laurea, si è registrato un incremento di studenti di poche unità, sebbene il numero complessivo si aggiri intorno agli ottocento iscritti. Per capire meglio cosa stia succedendo nell’Ateneo dalla prestigiosa storia, andrebbero effettuate analisi più dettagliate per individuare le motivazioni per le quali l’Unistrapg non risulta più attraente per la comunità studentesca, come lo era fino a qualche anno fa. Mancanza di strategia? Scarsa offerta formativa? Ai posteri l’ardua sentenza. Nel frattempo, le tensioni montano, a tal punto che nella seduta del consiglio di amministrazione di martedì, come riportato dalle colonne del Messaggero, è stato approvato il bilancio preventivo 2018 con il voto di appena tre componenti su nove. A verbale risultano quattro assenti, un voto contrario e un’astensione. I conti di Palazzo Gallenga non sembrano quindi godere di un momento di positività, tanto che i revisori dei conti, in una relazione, hanno criticato il rettore. Tra i punti critici, ad esempio, tredici docenze a contratto attivate per un corso di laurea con appena una trentina di iscritti. Il rettore Giovanni Paciullo prova a giustificarsi affermando che: «È vero, quest’anno abbiamo avuto una diminuzione di iscritti nei corsi di lingua tradizionali, che non sono finanziati con fondi statali, una conseguenza della concorrenza con cui facciamo i conti: ormai tutti gli atenei hanno centri linguistici che puntano ad attratte studenti stranieri. Non solo, siamo stati penalizzati dalle regole che premiano il reclutamento di docenti esterni, noi abbiamo puntato sulle idoneità di docenti interni. Per questo abbiamo dovuto far ricorso agli accantonamenti degli anni precedenti. I revisori dei conti ci hanno invitato chiaramente a correggere le criticità emerse».

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