Città di Castello, primo passo per “Piazza Burri”: nuovo accordo di programma con la Fondazione

CITTA’ DI CASTELLO – Verso Piazza Burri. Il primo passo verso Piazza Burri è stato compiuto con il nuovo accordo di programma che la Fondazione Burri ha proposto al Comune e “al quale il Comune dirà di sì” ha annunciato il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, insieme al presidente della Fondazione Burri Bruno Corà, presentando progetto e tempi di realizzazione. Appena dodici ore prima l’accordo di programma era stato illustrato alle commissioni congiunte “Programmazione” e “Assetto del territorio”, che unanimemente concordi su quella che il sindaco ha chiamato “una svolta epocale per la città, per l’impatto sul fronte culturale, urbanistico e di appartenenza”. Per Bruno Corà Piazza Burri sarà “un grande magnete per l’arte contemporanea, una calamita mondiale che finanzierà i giovani talenti. Un centro artistico unico tra tutti quelli che ci sono in Europa. Città di Castello per l’Umbria del XXI secolo sarà quello che Spoleto è stato nel XX secolo”.

La piazza pensata da Burri ridisegna l’attuale Piazza Garibaldi: “al posto della scuola è prevista da una struttura nera di 16mila metri cubi con altezza al punto massimo di 20 metri, lunghezza 58 metri e profondità 16, a distanza verrà collocata l’opera TeatroScultura, 5 arcate su base circolare con diametro 14 metri e altezza 9, che unirà in una ideale linea retta i manufatti a Palazzo Albizzini – ha spiegato il progettista della Piazza Tiziano Sartenaesi sulla base del modellino realizzato dal Maestro – “La struttura sarà in materiali moderni a tre piani di 735 metri quadrati ed uno interrato per un totale di 3000metri quadrati” mentre il vicepresidente della Fondazione Rosario Salvato ha parlato della Piazza come l”’ultimo sogno di Burri non ancora realizzato, dopo il Catalogo generale, i tre musei, il Teatro Continuo di Milano, il Cretto di Gibellina. Costerà 15 milioni di euro a cui si aggiungono i 15 della valutazione del Teatro Scultura. Sarà finanziata dalla Fondazione e dalla società accreditata ad operare per interesse istituzionale dalle autorità degli Emirati Arabi, che, insieme, dentro la struttura, gestiranno Alveare, un centro internazionale per la promozione di grandi progetti e grandi talenti”. Per tutti la parola d’ordine è celerità: “Entro la tarda primavera del 2020, se tutto andrà liscio. Bisogna aspettare l’esecutivo per dare tempi certi” ha aggiunto Salvato “La road map è: accordo di programma entro l’estate, progettazione esecutiva entro il primavera del 2019 e un anno per i lavori”. Piazza Burri sarà un “unicum” sotto diversi punti di vista: culturale, urbanistico “ma anche procedurale” ha sottolineato il segretario comunale Bruno Decenti, spiegando il particolare articolo del Codice dei Contratti, il 20, che permetterà al Comune di mantenere la proprietà su piazza a manufatti senza finanziare l’opera”. La realizzazione è prevista dal prg in adozione e dal Piano di mobilità urbana, entrambe nel contesto del quadrante che comprende i Molini Brighigna e la zona retrostante all’attuale Piazza Garibaldi.
“Quando sono diventato sindaco Piazza Burri sembrava inimmaginabile e posi da subito questo obiettivo che sembrava utopico come il principale della mia vita politica – detto il sindaco Bacchetta – Siamo ad una svolta epocale, perché realizziamo un progetto del maestro Burri e la terza piazza della città, dopo Piazza Gabriotti e Matteotti. Sarà un’opera d’arte a cielo aperto e di questo devo ringraziare da una parte la Fondazione Burri che si è spesa in maniera encomiabile, dall’altra il nostro segretario comunale Bruno Decenti che è riuscito ad individuare la strada giuridica”.
Per il presidente Corà è un’opera unica per tre ragioni: “qualificazione urbanistica della città, dono postumo di Burri, sede del progetto Alveare, un soggetto dedicato ad accogliere la nuova concezione dell’arte ed attuarla, un luogo dove una commissione di studio internazionale selezionerà e sosterrà la realizzazione dei progetti più interessanti con l’intenzione di dare vita a una collezione di arte. L’attività di Alveare partirà contestualmente alla Piazza, che,  una volta finita, va subito abitata”. Anche il vicesindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli ha sottolineato la “Straordinarietà di un progetto in cui contenuto e contenitori sono ugualmente essenziali e che per Città di Castello diventerà un elemento di grande valorizzazione sia sul circuito culturale che turistico. La politica deve prendere atto di questo grande risultato”.
L’accordo di programma che scandisce l’inizio del percorso verso Piazza Burri “ripete il precedente, adeguandolo all’ordinamento giuridico nel frattempo profondamente mutato e al pronunciamento del consiglio comunale nel 1993” ha detto il segretario comunale Bruno Decenti, spiegando alle commissioni l’iter burocratico. “La Fondazione Alveare si assumerà ogni onere caratterizzando l’iniziativa come liberalità, priva di elementi utilitaristici e quindi non ricadente sotto il Codice dei Contratti. Si tratta di un caso unico nel panorama nazionale. Approvato l’accordo quadro e il progetto esecutivo, il Comune manterrà in capo il controllo”.
Il dirigente dell’Urbanistica Federico Calderini ha parlato della “complessità della Piazza, su cui sono stati coordinati i progettisti del prg, del Pums e dell’opera. Il manufatto, occuperà 16mila metri cubi, il 20% della superficie totale. Per la fase esecutiva almeno 10 mesi”.
Il vicepresidente della Fondazione Burri Rosario Salvato ha detto precisato che “La dimensione culturale per i nostri interlocutori è molto importante e costitutiva della loro politica attuale: ad Abu Dhabi è stata aperta la sede del Louvre, presto arriverà il Guggenheim. Cardine della collaborazione decennale è la Fondazione Alveare su cui si sono impegnati per dieci anni. Se la città dirà di sì alla Piazza, dovremmo poi agire con determinazione e celerità”.
Tutti i gruppi presenti in commissione congiunta hanno concordato sulla rilevanza storica che realizzare Piazza Burri avrà per Città di Castello, aggiungendo l’opportunità di lavorare con entusiasmo insieme ai partner arabi nella costante salvaguardia dell’interesse generale della città, che deve prendere atto e essere all’altezza del rilievo internazionale di Piazza Burri”.
Dibattito. Vincenzo Bucci per Castello Cambia ha rilanciato lo strumento del concorso di idee “per recuperare tutto il quadrante”. Ursula Masciarri, del Psi, ha chiesto informazioni sui tempi. Valerio Mancini per la Lega: “Piazza Burri è un interesse primario ma le ricadute sulla vita della città siano di valore strettamente culturale. Non vorrei dover coprire la statua dell’Umbria in consiglio. Che succederà a Palazzo Vitelli? Anche la Regione dovrà muoversi”. Chiarimenti su Palazzo Vitelli sono stati chiesti anche dal collega Marcello Rigucci che ha proposto “di riservare uno spazio dell’Alveare agli artisti locali” e da Massimo Minciotti del Pd. Andrea Lignani Marchesani per Fratelli d’Italia ha espresso apprezzamento per la formula che evita oneri al comune e Cesare Sassolini di Forza Italia ha raccomandato di verificare il plafond finanziario e l’origine di un tale “mecenatismo”. Nicola Morini di Tiferno Insieme ha chiesto informazioni “sugli interessi dei finanziatori a sostenere questa opera e sugli artisti che eventualmente anche dalla zona di provenienza dei finanziatori potrebbero trovare accoglienza nella struttura. Burri non aveva previsto altri artisti nei suoi musei”. Emanuela Arcaleni di Castello Cambia ha sottolineato come “anche la città dovrà guardarsi ed essere all’altezza. Ad esempio: mancano anche i bagni pubblici”. Vittorio Morani del Psi ha detto che “Piazza Burri porterà Città di Castello alla ribalta nazionale”, auspicando una tempistica breve.
Diversi consiglieri hanno chiesto la possibilità di inserire nella Fondazione Alveare un rappresentante del comune, prospettiva che Salvato e Decenti hanno definito possibile in forme che non prevedano una responsabilità finanziaria per l’ente. “Sono passati 23 anni dalla morte di Burri e da allora molte cose sono cambiate” ha spiegato Salvato “La prima volta di un ospite è stato con Kiefer che è uno tra i più grandi artisti viventi. I nuovi spazi rendono compatibile queste operazioni che sono di grande attrattività. Per Burri la piazza era anche un punto di arrivo storico per la città nel suo sviluppo secolare: Piazza Gabriotti il Medievo, Piazza Matteotti il Rinascimento e Piazza Burri la Contemporaneità”. Il sindaco, riprendendo molte sollecitazioni sull’opportunità di recupero contestualmente tutto il quadrante, ha ribadito da un lato “la previsione del prg per un recupero di ogni porzione, già illustrata ai proprietari e partecipata, e dall’altro la destinazione di Palazzo Vitelli che è un coprotagonista di Piazza Burri e che ospiterà all’ultimo piano il Centro di documentazione, al piano nobile, su cui stiamo spendendo un milione di euro, l’area espositiva, grazie alla collaborazione tra comune e Fondazione Cassa di Risparmio. Piazza Burri comporterà qualche sacrificio ma cambierà Città di Castello, rendendo la zona così attrattiva da stimolare naturalmente l’intervento di recupero degli immobili privati”.

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