Ex Novelli, fumata bianca al Mise: c’è l’accordo tra proprietà e lavoratori. Bellanova: “Soddisfazione dopo mesi di confronto”

Bel regalo di Pasqua per gli operai Novelli. Dopo settimane di Passione e l’ultimo incontro al Mise, convocato dopo l’apertura dell’azienda ottenuta dal notevole pressing istituzionale, è stata firmata l’intesa tra sindacati, Mise e Alimentitaliani per le sorti del gruppo Novelli. L’annuncio arriva direttamente dal viceministro Teresa Bellanova su Twitter, dove esprime “grande soddisfazione oggi per la firma dell’intesa dopo mesi di confronto complesso e delicato”. Si è discusso tutto il pomeriggio delle tutele dei lavoratori e dell’introduzione dell’incentivo all’esodo dei lavoratori, evitando l’azzeramento degli scatti di anzianità.

 

“Come auspicato da più parti – ha detto il vicepresidente Paparelli – il Tavolo convocato dal viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova e richiesto dall’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Umbria, ha concluso una vicenda che si protraeva da più di tre mesi e che si chiude con un’ipotesi di accordo che verrà comunque sottoposta al referendum dei lavoratori”. “Si tratta – conclude Paparelli – di un primo passo verso una auspicata ripresa di una azienda.

“L’intesa – spiegano in un comunicato congiunto i coordinatori di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nazionali – prevede un piano industriale (necessario per risollevare le sorti del gruppo) e un piano sociale, con l’obiettivo di limitare il più possibile l’impatto della riorganizzazione e degli esuberi”. Il piano prevede: l’utilizzo degli ammortizzatori (per i siti ternani compresi nell’area di crisi) e un incentivo all’esodo per gli esuberi per i siti di Cisterna di Latina e Spoleto (Fattorie Novelli).

L’anno di cigs per aria di crisi complessa riguarda anche gli esuberi registrati tra i dipendenti di Alimentitaliani degli altri siti (Spoleto, Amelia, ecceta) che saranno assorbiti nella sede di Terni. L’intesa prevede, inoltre, un impegno per l’utilizzo di ammortizzatori, qualora necessari, per il sito di Muggiò e un apposito tavolo di confronto in sede di Regione Lombardia.
Per il sito di Cisterna è prevista anche un’opzione per la ricollocazione nel perimetro del sito per i prossimi tre anni qualora si intraprendessero nuove attività produttive. Per tutti i siti si è convenuto un taglio degli scatti di anzianità (con possibilità di recupero nella fase di gestione dell’accordo) al fine di limitare ulteriori esuberi che avrebbero riguardato indistintamente tutti i siti, come da piano originario dell’azienda. Gli scatti saranno tagliati tranne per i salari più bassi (1.500 euro lordi) e saranno maturati daccapo a partire dal primo maggio 2017.

Essendo un’ipotesi di accordo la stessa – spiegano ancora i sindacati – sarà sottoposta al vaglio delle assemblee dei lavoratori e se necessario a consultazione (con modalità da definire). “I coordinatori nazionali – è detto nel comunicato – hanno lavorato in questi mesi, in sinergia con le organizzazioni sindacali territoriali e le rappresentanze di tutti i siti, per limitare l’impatto di una pesante riorganizzazione, possibilità che solo un accordo può garantire. Non ci sfugge la difficoltà della fase e che alcuni istituti richiederanno l’adesione individuale da parte dei singoli lavoratori, ma alla luce di tale contesto abbiamo ritenuto importante consegnare al giudizio dei lavoratori un’ipotesi d’accordo ad esclusivo interesse dei lavoratori stessi. Vigileremo sulla corretta applicazione di quanto sottoscritto, nella consapevolezza che la difesa per il lavoro e l’occupazione in questo Gruppo, non finisce con questa ipotesi d’accordo, ma continuerà senza fare sconti alla nuova proprietà. In tale direzione abbiamo chiesto alle istituzioni (ottenendo il loro impegno) un corretto monitoraggio di quanto sottoscritto”.

“Voglio esprimere tutta la mia soddisfazione per la firma di questo accordo, che arriva dopo mesi di confronto a tratti anche aspro e complesso nel quale il Governo ha svolto una costante opera di mediazione”: è quanto afferma, in una nota del ministero dello Sviluppo economico, la viceministro Teresa Bellanova, annunciando che si è chiuso con la sottoscrizione dell’intesa tra azienda e sindacati l’incontro al Mise, convocato dalla stessa Bellanova, per la vertenza Alimentitaliani ex Gruppo Novelli.
“Qualche giorno fa avevo fatto appello al senso di responsabilità delle parti – ha detto la viceministro Bellanova a margine del tavolo – affinché si rendessero disponibili a proseguire il confronto con l’obiettivo di scongiurare un esito sfavorevole della vertenza. Apprezzo dunque lo spirito con il quale azienda e sindacati sono arrivati oggi al Mise per individuare un percorso chiaro e che abbia il minor impatto sociale possibile, insieme alle Regioni, Umbria, Lazio e Lombardia, costantemente presenti ai tavoli in maniera concreta e fattiva”.
“Con l’intesa – ha sottolineto ancora Teresa Bellanova – si mette nero su bianco l’impegno a investire nel rilancio dei siti produttivi, e allo stesso tempo un piano sociale che tiene insieme ammortizzatori sociali, incentivi e politiche attive per la riqualificazione e la ricollocazione dei lavoratori. Da parte nostra, il massimo impegno, insieme alle istituzioni locali, a sostenere il percorso di rilancio dell’azienda. Ancora una dimostrazione del fatto che quando ciascuno mette sul tavolo la propria disponibilità a individuare le soluzioni migliori, l’accordo arriva”.

“Esprimiamo soddisfazione per l’accordo che si è raggiunto oggi al Ministero dello Sviluppo Economico tra organizzazioni sindacali ed Alimentitaliani, sul destino produttivo ed occupazionale del gruppo ex Novelli”. A
dichiararlo sono la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni ed il Senatore Gianluca Rossi, entrambi esponenti del Partito Democratico. I due parlamentari sottolineano di aver “sostenuto l’impegno del governo, in particolar modo del Vice Ministro Teresa Bellanova e delle organizzazioni sindacali, affinché si scongiurasse una rottura che avrebbe prodotto risultati gravissimi. In particolare – sottolineano – vanno valutate positivamente la possibilità di un percorso certo per il ricorso agli ammortizzatori sociali e le aperture al confronto sul futuro piano industriale, che dovrà mantenere continuità produttiva e occupazionale adeguate a garantire competitività al Gruppo ex Novelli”. Sereni e Rossi concludono augurandosi che “i lavoratori, a cui spetta l’ultima parola, vorranno condividere l’accordo raggiunto oggi al Mise”.

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