Novelli, presidio in Regione degli operai. I sindacati: “La famiglia preferisce il fallimento”. Marini e Paparelli: “Servono impegni” La presidente della Regione e il vice hanno incontrato gli operai e rassicurato sul loro impegno

PERUGIA – Sono stati di parola e, in attesa del vertice di mercoledì al Mise, gli operai Novelli, insieme ai sindacati e al sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, si sono ritrovati all’ingresso di Palazzo Donini per un presidio. “La nostra speranza – ha detto il sindacalista Gianluca Menichini, della segreteria regionale Flai Cgil – è che ci siano margini di trattativa per la vendita dell’azienda. Il Cda ci ha dato il 31 come ultimo limite per la vendita. Dalla famiglia Greco però notevoli resistenze e noi vogliamo alzare l’attenzione”. Solo in Umbria, se la Novelli arrivasse al fallimento, si preparano a perdere il posto di lavoro in 350. “L’unico motivo che, secondo noi, non permette ai Novelli di vendere è l’interesse economico”. “Non sappiamo a che santo votarci – ha detto il segretario regionale Uila Uil Stefano Tedeschi – sembra che la proprietà preferisca il fallimento”.

incontro-novelli-1Dopo le proteste, una delegazione di lavoratori e sindacalisti è stata ricevuta dalla presidente Catiuscia Marini e dal vice Fabio Paparelli. “La Regione Umbria è a fianco dei lavoratori del Gruppo Novelli in questa delicata fase in cui si sta definendo il passaggio di proprietà”: hanno detto la Marini e Paparelli. Dopo aver raccolto le istanze dei lavoratori la presidente e il vicepresidente hanno ricordato come “la Regione abbia seguito costantemente l’evolversi della vicenda della Novelli a partire da settembre 2012 fino ad oggi nel contesto delle attività del Tavolo nazionale attivato per garantire la continuità dell’attività industriale delle numerose aziende del gruppo. Uno sforzo che ha consentito di traghettare sinora una situazione difficile”.

“Il futuro dell’azienda – hanno evidenziato – necessità però di un cambio di passo per dare certezze e continuità alla produzione e al lavoro in un contesto territoriale già provato da crisi di altre importanti aziende”.  A conclusione dell’incontro la presidente Marini e il vicepresidente hanno affermato che la proprietà è chiamata ad un’assunzione di responsabilità chiara non più rinviabile rispetto alla conclusione del percorso di cessione. Cosa che è già apparsa chiara nel momento in cui una parte dei soci ha manifestato l’intenzione di firmare per la cessione della proprietà nel corso degli incontri che si sono tenuti al Ministero dell’Industria.

“La prossima riunione di mercoledì 21 al ‘Mise’ – ha detto la presidente Marini – assume quindi, un carattere decisivo in quanto alla proprietà si chiederanno impegni chiari e tempi definiti per evitare che i lavoratori e le loro famiglie continuino a vivere una situazione di stallo e incertezze per il futuro, oltre che per garantire all’Umbria una presenza industriale di rilievo in un settore strategico come quello dell’agroalimentare”.

 

 

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