Più energie rinnovabili: approvato in Regione il piano strategico sull’ambiente Tracciata la programmazione fino al 2020 per cercare di migliorare la filiera dei servizi connessi all'energia

PERUGIA – Fino al 2020 la programmazione relativa all’energia in Umbria seguirà un piano ben delineato, appena approvato dalla Regione che si impegna a puntare sull’uso di energie rinnovabili riducendo i consumi energetici. L’assemblea legislativa regionale ha approvato (11 si di PD e SeR, 3 no di Fiorini Lega Nord e M5S, 2 astenuti Ricci-RP e Nevi FI) la strategia energetico – ambientale regionale 2014/2020 che è  stato stilato dalla giunta regionale e prevede un miglioramento della governance regionale, lo sviluppo della filiera industriale e dei servizi connessi con l’energia. Il piano ambientale è stato presentato in aula da Silvano Rometti (SeR), che ha spiegato come “l’obiettivo è di costruire un nuovo equilibrio nelle relazioni fra ambiente, economia, società ed istituzioni ed uno sviluppo sostenibile. È previsto il coinvolgimento delle amministrazioni comunali per la redazioni dei Piani energetici-ambientali comunali o dei Piani d’azione per l’energia sostenibile, qualora tali comuni abbiano sottoscritto o intendano sottoscrivere il patto dei sindaci per la riduzione delle emissioni di C02. Attualmente si stanno definendo i criteri per la selezione degli interventi finanziabili mediante bandi e programmi regionali anche per particolari categorie di edifici o enti beneficiari, criteri basati sulle risultanze delle oltre 260 diagnosi di edifici pubblici e destinati ad uso pubblico presentate da parte di 94 amministrazioni (Comuni, Province, Aziende sanitarie e ospedaliere, Adisu e Regione) per un fabbisogno finanziario di oltre 60 milioni di euro; gli edifici riguardano principalmente scuole (139), sedi municipali (39), strutture sportive (26), ospedali ( 14) e altre tipologie di edifici (32). Per il periodo 2014-2020 la Sear individua quattro obiettivi principali: diminuzione dei consumi energetici complessivi; incremento delle fonti energetiche rinnovabili; miglioramento della governance regionale; sviluppo della filiera industriale e dei servizi connessi con l’energia. La direzione individuata dalla Regione con la Sear è quella del doppio binario: da un lato incrementare, anche se in maniera più ridotta rispetto al passato, la produzione di energia da fonti rinnovabili, sia nella componente elettrica, sia nella componente termica; dall’altro, mettere in atto interventi di razionalizzazione e di riduzione dei consumi finali lordi di energia”. Andrea Liberati del Movimento 4 Stelle ha invece rimarcato il concetto che “non basta scrivere piani interessanti, servono azioni concrete e realistiche e fondi adeguati. Il Piano energetico regionale – conclude – è scaduto nel 2008 e questa strategia viene approvata nel 2017 quando riguarda il periodo 2014/2020. La Strategia è stata predisposta dagli stessi dirigenti e funzionari che elaborarono un Piano energetico di cui viene riconosciuto il fallimento. Non viene spiegato con quali risorse si procederà all’efficientamento degli edifici pubblici, a partire da Palazzo Cesaroni”.

 

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