Terni, l’Ispra boccia l’aria della conca I dati dell'annuale rapporto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale

TERNI – Non è una bella aria quella che si respira a Terni. Lo dice l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel rapporto annuale sulla qualità ambientale relativa ai 116 capoluoghi di provincia italiani. I giudizi che vengono dati riguardano diversi temi: fattori demografici, suolo e territorio, infrastrutture verdi, acqua, qualità dell’aria, rifiuti, attività industriali, trasporti, inquinamento elettromagnetico e acustico, azioni e strumenti per la sostenibilità locale. L’Ispra parla di idrocarburi policiclici che vengono emessi nell’atmosfera. Molti composti sono cancerogeni, nonostante la cancerogeneità è difficile.

Si analizza il benzoapirene, ritenuto un indicatore di rischio cancerogeno: “è stato stimato un rischio incrementale pari a 9 casi di cancro polmonare ogni 100.000 persone esposte per tutta la vita ad una concentrazione media di 1 ng/m3 di BaP”. In 14 aree urbane il valore obiettivo è stato superato, a queste si aggiungono Frosinone e Terni. A causarli il trasporto su strada e le combustioni industriali, il riscaldamento domestico. Oltre a Terni, i livelli più elevati di BaP si registrano Aosta, Genova, Bolzano, Vicenza e Catanzaro.

 

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