Todi, la giunta contro i “libri proibiti”. La politica si mobilita: “Direttiva oscurantista” Interrogazione parlamentare contro l'atto dell'amministrazione Ruggiano

TODI – Todi conquista la ribalta nazionale per la questione dei “libri proibiti”. Non è uno scherzo, né tantomeno un deja vu medievale, ma quello che sta tenendo bando è invece una reale storia di cronaca. I fatti dicono che il Comune abbia emanato una direttiva, firmata dall’assessore Alessia Marta (Partito della Famiglia) e da Claudio Ranchicchio (Fratelli d’Italia) per spostare nella sezione adulti nella biblioteca i libri ritenuti “sensibili”.

Ai due era arrivata la bacchettata della Garante per l’Infanzia e da Omphalos. Ora la questione diventa invece politica. Interviene il segretario provinciale del Pd, Leonardo Miccioni: “Ammesso che sia tecnicamente praticabile – e su questo nutro seri dubbi – l’idea di due assessori tuderti di spostare alcuni non meglio identificati libri per bambini dal contenuto definito ‘sensibile’ nella sezione adulti della biblioteca comunale è un atto inutilmente provocatorio e strumentale. Come è inutilmente provocatorio e strumentale il contenuto politico della direttiva che porta la loro firma”.

“Nell’Umbria terra di libertà, di apertura, di avanguardia nei diritti, delle contaminazioni sociali e culturali, della legge contro l’omotransfobia – aggiunge Miccioni – episodi di questo genere rappresentano una pericolosa eccezione, che conferma che la destra quando governa fa la destra ma anche che c’è ancora tante strada da fare. E l’aver guadagnato la ribalta nazionale per un fatto del genere non fa certo onore alla città. Non si può accettare che chi porta dirette responsabilità di governo della cosa pubblica rispetto a temi come i diritti, le famiglie, l’infanzia, la scuola e l’educazione – aggiunge Miccioni – rediga documenti amministrativi, per ora fortunatamente privi di validità operativa, equivoci e confusi su questioni tanto importanti. Trovo strumentale la confusione che si tende a generare sul contenuto dei libri che si vorrebbe ‘censurare’, ritengo discriminatorio il riferimento alla ‘cosiddetta famiglia naturale’ e assolutamente pericoloso il nesso suggerito tra temi sensibili e libertà di educazione. Non è certo allontanando dalla curiosità dei bambini pagine che non fanno altro che riflettere la bellezza della pluralirà della realtà in cui viviamo che si rispettano i più piccoli, i loro genitori e la loro la libertà di educazione”. “I libri non sono pericolosi – conclude Miccioni – e la conoscenza, in particolare la conoscenza della diversità, sta alla base del rispetto delle differenze contro le discriminazioni e la violenza. In Italia c’è un gran bisogno di una mobilitazione culturale larga e il Pd, qui come altrove, è pronto a fare la sua parte”.

In Senato i parlamentari umbri hanno presentato un’interrogazione al Governo. Sergio Lo Giudice, Valeria Cardinali, Monica Cirinnà, Nadia Ginetti e Gianluca Rossi definiscono la direttiva “oscurantista”. “La rimozione di libri che mirano all’educazione alle differenze e al contrasto alle discriminazioni di genere rappresenta un attacco alla libertà di espressione e un’offesa alla pluralità delle identità e delle forme familiari”, osservano, fra l’altro.

All’attacco anche la presidente della Regione Catiuscia Marini sui social. “Che tristezza stare sulle pagine nazionali per questa sconsolante vicenda… Todi è sempre stata una città aperta alle contaminazioni culturali, ha creduto sempre nella sua storia plurisecolare all’avanzamento delle competenze e conoscenze. Le scuole, i Licei, le mostre , la Biblioteca Leoni, l’Associazione piazza maggiore, la settimana tudertina, i Festival, le presentazioni dei libri, gli artisti, gli intellettuali e gli scrittori, il teatro, le stagioni di prosa…. poi la nuova grande Biblioteca ed il suo recupero, le nuove attività culturali, decenni di lavoro di cittadini, amministratori, funzionari pubblici, insegnanti…. poi si alzano due persone e ci fanno fare una figura ………. che amarezza!!!”, dice.

 

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