Città di Castello, Lignani chiede spiegazioni sul comandante dimissionario

 PERUGIA – “Alcune risposte sono venute dalla stampa, relativamente ai suoi impegni familiari ma lasciare dopo tre mesi è ugualmente anomalo dato che all’accettazione della nomina era noto il compito che avrebbe dovuto svolgere un Comandante di Polizia municipale”: così Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, nel consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 21 gennaio 2019, che ha esaminato la sua interrogazione sulle dimissioni del neo comandante dimissionario Marco Ravaglia. “E’ stato un danno e rispetto al secondo in graduatoria spero che si scongiuri una eventualità analoga. Dobbiamo chiarirlo quando subentrerà. Chiedo un chiarimento con la speranza che il nuovo non abbia le stesse problematiche personali e che sia di supporto concreto all’Amministrazione”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha chiarito che “Ravaglia se ne va per motivi personali e successivi alla nomina. Non ci sono misteri e ne prendo atto con dispiacere perché è stato un ottimo comandante. E’ una situazione comunque imbarazzante. Abbiamo fatto un concorso, arriva il nuovo comandante e dopo tre mesi se ne va.  Il sindaco di Todi ha chiamato direttamente il comandante della Guardia di Finanza di Città di Castello a svolgere questo ruolo senza nessun filtro selettivo; noi abbiamo seguito le procedure e siamo senza comandante. Il nuovo si chiama Joselito Orlando. E’ per lui un avvicinamento a casa. Aspettiamo di conoscerlo”. Lignani ha detto al sindaco con un gioco di parole di “prendere atto con preoccupazione della sua preoccupazione. Quando si fa un concorso pubblico non si può incorrere in tali problemi. C’è una deriva normativa. Subiamo anche l’estrazione a sorte dei revisori dei conti e questo genera diseconomie spesso. Non abbiamo pregiudizi verso il nuovo arrivo. Pensiamo che essendo originario di Roma, sia un avvicinamento a casa rispetto l’attuale assegnazione”. “Il problema vero è a monte: capisco che per il dirigente è difficile prendersi responsabilità in epoca di iper trasparenza. Come è possibile che Todi può fare la chiamata diretta e a Città di Castello no? Probabilmente sono più nella legittimità giuridica ma mi ritrovo un problema. Qual è il giusto? Forse il sindaco avrebbe il diritto di scegliere le figure apicali”.
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>