Decreto terremoto ter, niente zone franche ma 41 milioni stanziati per le fasce deboli Fondi importanti stanziati per il settore agricolo. Ogni Regione dovrà approvare il piano macerie

PERUGIA – E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ed è dunque in vigore, il decreto legge contenente “nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017″ approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 2 febbraio.
Il decreto si compone di 22 articoli che introducono, si legge nel testo “misure derogatorie e per l’accelerazione delle procedure di realizzazione degli interventi funzionali a superare la fase emergenziale, a garantire condizioni socio abitative adeguate alle popolazioni interessate e ad assicurare la realizzazione degli interventi per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica nei territori” di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Proprio per questo sono diverse le misure a sostegno dell’economia, anche non sono previste le ‘zone franche’, chieste da molti sindaci dei comuni colpiti ed inserite nelle bozze. Per il “sostegno al reddito” di quelle famiglie che hanno un Isee pari o inferiore a 6mila euro, il decreto stanzia 41 milioni per il 2017. Le tasse e i tributi sono sospesi fino al 30 novembre, con imprese, lavoratori autonomi e attività agricole che potranno accedere ad un finanziamento fino ad un massimo di 380 milioni per l’anno in corso e di 180 per 2018. Per la ripresa del settore agricolo vengono invece stanziati 23 milioni per il 2017 e 21 per il 2018.

Il decreto introduce inoltre norme che prevedono l’attuazione di un piano finalizzato a dotare i comuni della “microzonazione sismica di III livello”, propedeutica alla ricostruzione vera e propria, la possibilità per i comuni di acquisire immobili agibili e rispondenti alla normativa antisismica da assegnare a chi ha perso la casa nel terremoto, la possibilità di velocizzare le procedure per la realizzazione delle opere di urbanizzazione delle aree dove dovranno essere realizzate le casette: le stazioni appaltanti – le 4 Regioni o gli enti locali delegati – potranno sorteggiare all’interno dell’anagrafe Antimafia almeno cinque imprese per procedere all’aggiudicazione dei lavori. La stessa procedura accelerata sarà utilizzata per assicurare in tempi rapidi la ricostruzione degli edifici scolastici e il regolare svolgimento del prossimo anno scolastico. Con l’articolo 8 si introduce però la possibilità che alle “procedure di affidamento per gli interventi di ricostruzione pubblica” partecipino “tutti gli operatori economici interessati” purché abbiano presentato la domanda di iscrizione alla Anagrafe antimafia. Il decreto stabilisce inoltre che entro 30 giorni dall’entrata in vigore, le quattro regioni dovranno approvare “il piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di ricostruzione”.

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