Perugia, il centrosinistra chiede a Varasano un consiglio comunale aperto sulla riforma costituzionale

PERUGIA – Il Partito democratico e il Partito socialista chiedono al presidente del consiglio comunale di Perugia la convocazione di un’assemblea aperta per affrontare in maniera partecipata e costruttiva il tema della Riforma costituzionale che sarà oggetto di Referendum nel prossimo ottobre. I Consiglieri nel documento affermano che “La necessità di rivedere la carta costituzionale, non è una novità nel dibattito politico, ma anzi lo ha caratterizzato negli ultimi venti anni; le varie forze politiche che in questa seconda Repubblica si sono succedute alla guida del Paese, hanno a più riprese provato a modificare la Costituzione portando alla luce due riforme, una approvata con il referendum del 2001 ed un’altra invece bocciata con il referendum del 2006.  Senza la pretesa di essere esaustivi – spiegano – vale però la pena ricordare i principali punti oggetto della riforma costituzionale; cambia innanzitutto il rapporto di fiducia tra le Camere e il Governo superando il sistema del Bicameralismo perfetto: viene semplificato il procedimento legislativo, cambia la composizione e le funzioni del Senato, e viene rivisto il rapporto tra Stato e Regioni”.

“Merita a nostro giudizio, – sostengono i nove firmatari – una riflessione più approfondita la futura composizione del Senato e le sue funzioni, perché oltre alla riduzione del numero complessivo dei Senatori (si passerà dai 315 attuali ai 100 Senatori), questo ramo del parlamento non sarà più eletto a suffragio universale e diretto, ma sarà espressione dei Consigli Regionali e dei Comuni d’Italia (per l’Umbria ne faranno parte un Consigliere Regionale ed un Sindaco), diventando così una nuova Camera delle Istituzioni Territoriali. Il nuovo Senato sarà così composto: 74 saranno consiglieri regionali eletti dai Consigli regionali di appartenenza, in conformità alle scelte espresse dagli elettori in sede di elezione degli stessi; 21 saranno sindaci eletti dai Consigli regionali, nella misura di uno per ciascuno, fra tutti i sindaci dei comuni della Regione; 5 nominati dal Presidente della Repubblica tra i cittadini per altissimi meriti specifici e durano in carica 7 anni. Ne consegue che un Sindaco umbro sarà non il Senatore di solo di questo o quel Partito, ma sarà l’espressione del municipalismo regionale. Crediamo pertanto che, a partire dall’importanza che avranno i Sindaci nel nuovo Senato, sia compito di questo Consiglio dibattere su un tema così importante e attuale, aprirsi alla città favorendo un’ampia partecipazione e auspicando l’intervento di tutti coloro che riterranno utile portare il proprio contributo culturale a questo dibattito. Con questa nostra richiesta, vogliamo provare a sviluppare una discussione su un tema così importante per il nostro paese, evitando che ci si divida tra renziani e non renziani; il referendum e la discussione su questo, non debbono essere il giudizio sull’operato del Governo, ma dovrà essere  qualcosa di più, dovrà essere un voto sul funzionamento delle istituzioni del nostro Paese e una discussione sulla nostra cultura costituzionale”.

 

 

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