Buon anno 2019

di Pierluigi Castellani

L’inizio di un nuovo anno induce sempre a fare un bilancio del vecchio ed a coltivare qualche speranza per il nuovo. Il 2018 se ne va purtropppo con lo spettacolo non edificante di una Camera dei Deputati costretta a votare la manovra finanziaria per il nuovo anno con un ennesimo voto di fiducia e senza che la commissione bilancio abbia potuto esaminare e votare gli emendamenti, cosa che avrebbe potuto evitare l’errore ( ma è stato poi un errore?) dell’aumento dell’Ires per le organizzazioni non profit e quanto meno avrebbe potuto ridare un po’ di decoro ad un parlamento oramai svilito. In questo fine d’anno infatti non c’è da registrare solo l’approvazione di una manovra, che non destina nulla a stimolare la crescita e lo sviluppo del paese, ma anche la constatazione che per il governo gialloverde il parlamento non ha più la rappresentanza del paese come previsto dalla nostra costituzione, ma è soltanto un intralcio all’azione del governo, unico, secondo questa versione, legittimato a rappresentare la volontà popolare, che si è espressa nelle elezioni.  A nulla sono valsi i richiami del Presidente Mattarella e di numerosi costituzionalisti, che hanno ricordato come le democrazie moderne sono tali in quanto rispettano la centralità del parlamento.

Laddove il parlamento è emarginato, come in qualche paese del sudamerica o nella Russia di Putin e nella Turchia di Erdogan, le libertà ed i diritti vengono schiacciati tanto che qualcuno ha coniato anche la definizione ( l’ungherese Orban) di “democrazia illiberale” senza nascondere la connotazione negativa che questa definizione porta con sè. Quindi un anno se ne va con questa mesta constatazione ed un nuovo anno arriva con qualche promessa, che si spera venga mantenuta. Si farà, così ha detto il presidente Conte, la correzione dell’errore sul non profit, si ricostruirà il ponte di Genova (Toninelli dixit) e finalmente la gente che vorrà andare in pensione lo potrà fare (Salvini) e la povertà (Di Maio) sarà cancellata dal nostro paese. Chi può negare di sperare che tutte queste promesse si avverino ? Credo proprio nessuno, anche se sarebbe ancor più gradita che si avveri la speranza per tanti giovani di trovare un lavoro dignitoso nel nostro paese. Ma chi spera nel 2019 come un anno migliore del vecchio non può non guardare anche allo scenario internazionale dove  si annoverano inquietanti incertezze. Soprattutto siamo ancora lontani dal raggiungere la pace nel medioriente, dove nonostante le  frettolose affermazioni di Donal Trump sulla sconfitta dell’Isis,  non si è al riparo dal terrorismo, come dimostra l’ultimo attacco subito dall’Egitto, e dove resta lontana la possibilità di raggiungere una pace duratura tra israeliani e palestinesi. E poi c’è il tema della fame nel mondo e delle migrazioni. Ancora purtroppo si muore nel mediterraneo e l’impegno dell’occidente per la cooperazione internazionale sembra essersi affievolito, come del resto è constatabile anche nella diminuzione delle risorse previste a questo fine nella manovra finanziaria testè approvata in Italia. Resta quindi un auspicio ,che vogliamo condividere con tutti gli amici di Umbria Domani, e cioè che la speranza di un anno migliore e di un mondo migliore vinca comunque sul pessimismo della realtà anche perchè il 2019 sarà migliore se ciascuno di noi riuscirà ad essere migliore nell’anno il cui inizio ci accingiamo a salutare.

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