QUALCHE CONSIDERAZIONE SUL SISMA

di Pierluigi Castellani

Ancora prosegue lo sciame sismico, anche scosse considerevoli, che certamente non aiutano l’opera instancabile dei soccoritori. L’Italia migliore si scopre in questi momenti difficili. La solidarietà e l’aiuto di tutto il paese si sono riversati nelle distrutte a soccorrere chi è stato colpito nei suoi affetti più cari ed ha visto la propria casa sbriciolarsi in pochi terribili momenti. Il numero delle vittime viene aggiornato di giorno in giorno e l’Italia tutta è nel lutto. Si è ripetuto quanto noi umbri abbiamo vissuto nel 1979 con il terremoto che colpì la Valnerina e nel 1997 quando furono colpite soprattutto le città di Foligno, Assisi e Nocera Umbra. Già allora si mobilitò subito la protezione civile e l’esercito dei volontari di tutta Italia. Tutto questo consentì all’Umbria di ricostruire e riprendersi dalla crisi in cui quei dolorosi eventi l’avevano gettata. Furono anche momenti di grande avvedutezza e razionalità nell’affrontare i numerosi problemi che la situazione evidenziava. Ci fu anche un forte impegno politico di tutte le istituzioni nel rispondere all’emergenza e nel reperire le risorse. Da quella emergenza nacque anche un grande lavoro normativo e legislativo sia a livello parlamentare che regionale.Questo unanime concorso di tanti ha consentito non solo il superamento dell’emergenza ma anche una ricostruzione nel rispetto di tutte le norme antismiche , che viene ora valutata positivamente nel raffronto che viene fatto con quanto l’evento sismico ha causato nelle regioni Lazio e Marche. Il fatto che l’Umbria non debba contare vittime è estremamente positivo e ciò viene registarto da tutta la stampa nazionale. Il modello Umbria viene finalmente apprezzato e questo spazza via tutte le polemiche del passato, quando alcuni vollero dire nel 2009 ” non faremo come in Umbria”. Il tempo è sempre galantuomo e questo fa piacere a chi in quegli anni si prodigò perchè l’Umbria rinascesse. Adesso nessuno parla più delle new town e si guarda con attenzione a quanto avvenuto in Umbria, un modello che poi è stato ripetuto in Emilia Romagna. Però se in Umbria ,grazie a Dio, non ci sono state vittime si sono vericati danni al patrimonio culturale e religioso ed alle attivtà economiche con particolare riguardo a quelle agricole, commerciali e turistiche. Tutto questo ha colpito soprattutto la Valnerina, che è proprio vocata al turismo culturale e religioso. Saggiamente i vertici della nostra Regione hanno detto che occorreva pensare in primo luogo alle localitrà del Lazio e delle Marche ove si sono registrate molte vittime ed ove alcuni aggloberati abitativi sono stati completamente distrutti. Poi giustamente si penserà al resto e quindi a ricostruire ed a mettere in sicurezza anche il nostro patrimonio artistico ed a dare sollievo alle attività economiche danneggiate perchè la vita nella Valnerina possa continuare a scorrere normalmente. Siamo sicuri che tutto questo avverrà perchè il modello Umbria, già sperimentato, funzionerà al meglio anche questa volta.

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