Camere di commercio, l’Usb: “Lavoratori agnelli sacrificali”

PERUGIA – Unioncamere Umbria è in Liquidazione ed Andrea Nasini, professore aggregato presso il dipartimento di Economia dell’università di Perugia, Presidente dell’ODCEC della provincia di Perugia, dal 10 gennaio 2019 è il liquidatore dell’ente, catapultato all’interno della diatriba tra gli amministratori delle Camere di Commercio di Perugia e Terni, con la missione di chiudere l’ente e di mandare tutti a casa, come agnelli sacrificali e merce di scambio per costringere la Camera di commercio di Terni a rinunciare al ricorso contro l’unificazione con Perugia.

I dipendenti che da 30 anni lavorano nel sistema camerale regionale sono scioccati, ma allo stesso tempo pronti a dichiarare guerra legale e politico-sindacale insieme alla Federazione USB che li rappresenta.

“Tutta la struttura regionale ed anche nazionale del Sindacato – dice l’Usb – è pronta a mettere in campo azioni eclatanti, se sarà necessario, per rispondere a quanto incredibilmente si sta paventando e nonostante le tutele previste dalla legge per il riordino delle CCIAA, già puntualmente richiamate negli atti di diffida trasmessi agli attori di quello che sembra un film horror, nel quale si rappresenta la peggior scena della politica locale di turno. Interruzione di funzioni e servizi pubblici, mancato trasferimento delle funzioni proprie di Unioncamere, delle attività e del personale, conseguente danno all’immagine ed al patrimonio pubblico del sistema camerale, danno erariale, inosservanza di norme dello Stato, sono solo alcune delle questioni che potranno essere valutate a margine della incredibile vertenza che si sta aprendo. Il Liquidatore evidentemente non ha ancora valutato la complessità e le responsabilità che gli amministratori di Unioncamere Umbria gli hanno addossato, dato che Unioncamere Umbria è un’amministrazione pubblica che gestisce fondi pubblici, che per legge svolge funzioni di pubblico interesse ed è sottoposta al controllo del Mise, MEF, Regione e Corte dei Conti. La priorità però ora sembra essere quella di mandare tutti a casa e mandare un preciso segnale politico alla Terni riottosa”.

“L’USB già dal livello nazionale, si è subito opposta a questa riforma del sistema camerale, facendosi promotrice del ricorso costituzionale presentato dalla Regione Toscana e da altre regioni, ma oggi la riforma è purtroppo legge e va rispettata. Per l’Umbria è prevista la fusione tra la Camera di Commercio di Perugia e quella di Terni e la soppressione dell’Unione regionale. Il tutto deve avvenire nel rispetto della norma sul mantenimento dei livelli occupazionali, come previsto dalla Legge Madia; le funzioni delle Unioni soppresse devono transitare alla Camera di commercio capoluogo di Regione ed i compiti, specificatamente operativi, all’Azienda Speciale insieme al personale.  Un percorso chiaro e preciso e ben delineato dalla legge, che non può e non deve essere oggetto di letture strumentali, reso strumento di giochi di potere tra territori. Una situazione paradossale che certamente non deve ricadere sulle teste degli incolpevoli lavoratori che vedono messa in discussione la propria occupazione e futuro lavorativo! Gli amministratori ed il liquidatore di Unioncamere Umbria invece, mossi da uno scopo puramente utilitaristico ed incuranti delle norme di legge e di etica della responsabilità, hanno inteso ostacolare il percorso previsto e condiviso dal Mise e Unioncamere Italiana sul trasferimento di attività e personale alle Aziende speciali, decidendo come primo atto della fase di liquidazione il licenziamento illegittimo dei dipendenti! L’USB non starà certamente a guardare e, oltre a dichiarare guerra tramite i suoi legali, si impegnerà per portare alla luce le responsabilità politiche e soggettive di questa incredibile situazione, per la quale l’Umbria si caratterizza e si distingue dal piano generale nazionale, dove per le altre Unioni Regionali delle Camere di Commercio, si sta seguendo tranquillamente la linea tracciata dalle norme di legge Allo scopo di fornire puntuali informazioni sulla vertenza, USB organizzerà un’apposita Conferenza Stampa”.

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